Venerdì 29 maggio, alle ore 20.30, presso la Biblioteca di Berbenno, si terrà un incontro per parlare di neurodivergenze: un momento per capire insieme, partendo da un racconto personale.
Autismo, ADHD, DSA, alta sensibilità: se ne parla spesso, ma intorno a questi temi ci sono ancora molti stereotipi. Alessandra ed Erik, due genitori che hanno deciso di mettersi in gioco, racconteranno la loro esperienza personale, spiegando cosa significa crescere, lavorare e vivere con una mente che funziona in modo diverso.
“Le conoscenze sulla neurodivergenza - spiega Alessandra - sono sempre maggiori, ma purtroppo gli stereotipi ad essa legati sono ancora moltissimi e spesso ancorati ad un immaginario che non ha più senso di esistere".
"Essere neuroatipici - prosegue - di per sé non è una condanna e nemmeno una malattia, ma diventa un vero e proprio disturbo quando la società non è in grado di accogliere i bisogni di una minoranza. Comprendere questi bisogni, entrare nel linguaggio delle neurodivergenze, significa rompere un tabù (che spesso è legato alla salute mentale e all'idea del "matto" o della "persona strana") e iniziare ad ascoltare chi con la neurodivergenza ci vive ogni giorno. Grazie a questo ascolto possiamo costruire reti e territori di accoglienza, dove la diversità diventa risorsa.
Potremmo scoprire che, al di là delle statistiche, quello che la scienza ci dice è che esiste la neurodiversità, cioè esistono menti uniche ed ognuno di noi ha la sua. Perché non indagare questa diversità? Distruggere un tabù vuol dire smettere di nascondere e permettere a più persone di accedere ad una diagnosi precoce, per imparare a conoscersi davvero e crescere con consapevolezza. È un atto d'amore”.
Si tratta di una serata aperta a tutti - genitori, educatori, curiosi - per conoscere la neurodiversità, fare chiarezza sui termini che la caratterizzano e scoprire che chi vive queste realtà non è solo: capire per includere.






