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Due cacciatori denunciati in Val Brembana: uno di loro macellava un capriolo nel gazebo di casa

Uno è stato colto sul fatto mentre macellava un capriolo vicino casa a Sedrina, mentre il secondo controllava alcune reti da uccellagione in un boschetto nelle vicinanze di Serina.
25 Gennaio 2021

Due uomini residenti in Valle Brembana, di 57 e 65 anni, sono stati denunciati nei giorni scorsi dai carabinieri forestali della stazione di Sedrina, responsabili di aver commesso reati venatori ai danni della fauna protetta. Uno è stato colto sul fatto mentre macellava un capriolo vicino casa a Sedrina, mentre il secondo controllava alcune reti da uccellagione in un boschetto nelle vicinanze di Serina.

Per quanto riguarda il primo caso, i militari avrebbero ricevuto delle telefonate che segnalavano, nei pressi di Sedrina, la presenza di alcuni cani da caccia che inseguivano un capriolo ferito. Dopo essere intervenuti sul posto, i forestali hanno rintracciato il proprietario, che è stato colto sul fatto mentre macellava il capriolo in un gazebo vicino casa: l'ungulato è infatti protetto ed è non cacciabile se non in specifici periodi e piani di abbattimento. L'uomo è stato denunciato ed i resti dell'animale sequestrati.

In un boschetto vicino al Comune di Serina, invece, sono state rinvenute diverse reti da uccellagione. Dopo un accurato monitoraggio dell'area, i militari hanno potuto risalire al cacciatore che le aveva installate, denunciandolo. L'utilizzo di queste reti è, secondo le norme vigenti, vietato: questo perché causa la morte degli esemplari in modo non selettivo, ovvero senza possibilità di “filtrare” le specie di volatili catturati, dopo aver provocato lunghe e prolungate sofferenze agli esemplari intrappolati.

Nella sua abitazione sono state rinvenute e sequestrate altre tre reti di uccellagione, sette gabbiette, alcuni uccelli vivi e carcasse di volatili conservati in frigorifero. Gli animali trovati vivi – pettirossi, passere, cince more, cardellini, fringuelli, merli e tordi bottacci – sono stati trasportati al centro di recupero Cras del WWF di Valpredina.

Purtroppo gli illeciti in materia venatoria sono ancora piuttosto diffusi anche in provincia di Bergamo – spiegano i carabinieri -. È sempre importante, in caso di situazioni sospette, che i cittadini segnalino tempestivamente al numero di emergenza ambientale 1515 o al Nue 112 informazioni utili a perseguire questi reati, che spesso danneggiano animali che è dovere di tutti proteggere e tutelare”.

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