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Emergenza medici di base in Bergamasca, malati 140: al loro posto il personale dell'Esercito

Per ora, si parla di 5 medici e 4 infermieri, dislocati a Trescore, Alzano, Zogno, Dalmine e Albino: medici e infermieri militari svolgono attività ambulatoriali dalle 14 alle 20.
24 Marzo 2020

È emergenza per i medici. In Italia sono infatti quasi cinquemila gli operatori sanitari contagiati dal Covid-19, il doppio rispetto ai dati registrati in Cina. Nella bergamasca, spiega Roberto Moretti, responsabile delle Cure primarie dell’Ats, a L’Eco di Bergamo, la situazione è grave. “Purtroppo sono assenti per malattia 140 tra medici di base e medici di guardia, di cui 40 non hanno trovato un sostituto a cui affidare i propri pazienti”.

Si crea dunque una carenza di personale: per questo, si è deciso di impiegare medici militari. “Non sono fissi” dice Moretti “ogni mattino facciamo la conta degli assenti e possiamo anche decidere di spedirli dove serve, nell’ambito delle 27 di Continuità assistenziale che abbiamo un provincia. Attendiamo comunque altri rinforzi”.

Per ora, si parla di 5 medici e 4 infermieri, dislocati a Trescore, Alzano, Zogno, Dalmine e Albino: medici e infermieri militari svolgono attività ambulatoriali dalle 14 alle 20. Luigi Pezzella, tenente di vascelli della Marina Militare, è specializzato in medicina ed è stato assegnato ad Alzano. “In linea di massima l’allerta e la profilassi sono sempre alti, in questa situazione diciamo che c’è qualche campanello d’allarme in più. Faccio 80 visite al giorno” racconta il tenente Pezzella, che ha partecipato missioni anti-pirateria in Sri Lanka e in Somalia “i casi di sospetto Covid-19 li segnalo alla specifica unità operativa che interviene. Paura del contagio? Noi uomini in divisa siamo pronti ad affrontare ogni situazione con serenità, serietà e con le dovute precauzioni”.

Insieme a Pezzella lavora Antonio Armenti, maresciallo della Marina e infermiere: si occupa dell’accoglienza dei pazienti, al fine di classificare il caso, e offre uno spaccato della situazione di chi arriva alla Continuità assistenziale.

“Lo stato d’animo dei pazienti è di sofferenza e anche di preoccupazione. Per questo la presenza dei medici delle Forze Armate serve anche per dare un segnale di vicinanza da parte di tutto lo Stato. Noi aiutiamo tutti, dai pazienti con sintomatologia da Covid-19 ad altre patologie, sino a persone con parenti lontani, figli disabili e pregressi situazioni di salute precaria”.

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