Export bergamasco: il secondo trimestre corregge il tiro delle variazioni negative di inizio anno

Nel secondo trimestre 2026, l’export bergamasco ha raggiunto un valore complessivo di 5.417 milioni di euro, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
14 Settembre 2026

Nel secondo trimestre 2026, l’export bergamasco ha raggiunto un valore complessivo di 5.417 milioni di euro, evidenziando una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale dinamica si contrappone alla crescita registrata sia in ambito regionale (+6,9%) sia su scala nazionale (+7,7%). Le importazioni si sono attestate a 3.870 milioni, registrando un incremento del 13,2%, superiore rispetto al +5,6% della Lombardia e all’8,6% della media italiana.

Il saldo trimestrale della bilancia commerciale orobica si conferma positivo per 1.547 milioni, sebbene in calo rispetto ai 2.005 milioni del corrispondente trimestre del 2025. Esaminando i principali settori dell’export provinciale, l'andamento risulta così articolato: macchinari (1.219 milioni, -5,8%), prodotti chimici (870 milioni, +5,4%), metalli di base (652 milioni, -11,6%), mezzi di trasporto (578 milioni, +2,8%), gomma e materie plastiche (495 milioni, +4,1%), apparecchi elettrici (426 milioni, +12,2%), alimentari (361 milioni, -1,3%), tessile e abbigliamento (240 milioni, -1,2%) e apparecchi elettronici (118 milioni, +5,4%).

Dal punto di vista geografico, l'area UE ha segnato una crescita del 3%, a fronte di una flessione del 4,2% registrata dai mercati extra-UE. In questo scenario incidono negativamente i contributi di Medio Oriente e dei Paesi africani, compensati solo in parte dai segnali favorevoli provenienti dall'America centro meridionale.

Analizzando i primi 10 partner commerciali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, le contrazioni più consistenti riguardano Stati Uniti (-4,9%), Regno Unito (-2,5%), Germania (-1,8%) e Svizzera (-0,2%). Per contro, si segnalano variazioni positive per Austria (+12,5%), Polonia (+9,4%), Spagna (+6,6%), Cina (+3,2%), Paesi Bassi (+2%) e Francia (+1,2%).

Commenta il presidente della Camera di commercio Giovanni Zambonelli: “I dati del secondo trimestre correggono nel complesso il risultato particolarmente negativo del primo periodo dell’anno, ma osservando il dettaglio delle merceologie non tutte seguono gli stessi andamenti. I macchinari accusano una variazione sempre negativa ma di minore intensità; i prodotti chimici recuperano addirittura agli stessi livelli del primo semestre 2025. Peggiora invece la caduta dei metalli di base.

Variazioni positive si riscontrano solo per apparecchi elettrici e mezzi di trasporto. Circa i paesi di destinazione, la Germania registra una variazione molto meno negativa che fa sperare in un ristabilirsi dei livelli commerciali con il nostro principale partner estero. Lo stesso può dirsi per gli Stati Uniti che continuano a registrare una variazione negativa, ma di intensità molto inferiore a quanto avvenuto nel primo trimestre”.

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