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Filippi 1971: la sostenibilità e la scelta di restare in Valle Imagna, recuperando vecchi stabilimenti

La nostra azienda predilige la territorialità in tutto e per tutto: dalla decisione di rimanere in Valle Imagna, sia con la nostra sede sia con i nostri diversi stabilimenti diffusi sul territorio, ma anche nell'impiego delle materie prime, di cui privilegiamo la filiera breve.
22 Marzo 2022

Fin dai suoi esordi, il tema della sostenibilità è uno dei fattori che ha mosso l'attività e le strategie di Filippi 1971, partendo dalla materia che è alla base della sua produzione da oltre 50 anni: il pioppo italiano. Legno autoctono e sostenibile che deriva da piantagioni che non causano deforestazione, il cui ciclo di crescita di circa dieci anni contribuisce all’assorbimento di CO2.

«La nostra azienda predilige la territorialità in tutto e per tutto: dalla decisione di rimanere in Valle Imagna, sia con la nostra sede sia con i nostri diversi stabilimenti diffusi sul territorio, ma anche nell'impiego delle materie prime, di cui privilegiamo la filiera breve», spiega Francesca Filippi, responsabile marketing di Filippi 1971. «La nostra produzione è incentrata sul pioppo italiano proveniente da territori vicini, in modo da supportare le attività nel nostro Paese e, allo stesso tempo, limitare l'impatto ambientale causato dal trasporto.

Questa nostra politica di sostenibilità non va a discapito della qualità, infatti il pioppo italiano è un ottimo legno: i suoi pannelli sono leggeri, durevoli, facilmente lavorabili. Le operazioni di taglio sono semplici e lo scarto è esiguo, ancora una volta andando a favore del rispetto dell'ambiente, nell'evitare gli sprechi -. continua Francesca Filippi - Una strategia vincente anche nel breve periodo: ad esempio i costi e le difficoltà dei trasporti nei mesi scorsi hanno penalizzato numerose aziende: se da una parte abbiamo dovuto sopportare aumenti importanti del costo del materiale, dall'altra non abbiamo subito così pesantemente gli enormi rincari dei trasporti extra continentali».

Lavorando principalmente nel settore dei veicoli ricreazionali, camper e caravan, Filippi 1971 dimostra attenzione alla sostenibilità ambientale anche sotto un altro aspetto: promuovendo l’uso di materiali leggeri, il peso del mezzo si riduce e, di conseguenza, si abbassano le emissioni inquinanti. A tutto ciò si aggiunge l'importante lavoro di ricerca su materiali compositi che, da alcuni anni, Filippi 1971 ha iniziato, per proporre elementi costruttivi e d'arredo ancor più performanti. Oggi il reparto compositi è molto attivo nel settore della nautica da diporto e da competizione, ma un'industrializzazione dei processi permetterebbe di abbattere i costi, consentendo interessanti applicazioni nel loro settore di punta.

«Con la fibra di carbonio possiamo realizzare elementi costruttivi molto leggeri», spiega Ivo Bolis, sales manager di Filippi 1971, «questi pesano cinque volte meno degli analoghi elementi in metallo. Con la fibra di carbonio possiamo costruire, ad esempio, gli elementi strutturali di un camper o di un van per unire funzionalità e leggerezza con l’obiettivo di rendere i veicoli più leggeri e abbattere le emissioni inquinanti».

Il reparto Ricerca&Sviluppo sta effettuando dei test anche con altre fibre, come la fibra di vetro e quelle vegetali, in linea con la visione che caratterizza Filippi 1971: investire ora per essere pronti quando si attuerà una vera e completa transizione ecologica, con il passaggio a veicoli leggeri, elettrici o con altre forme di alimentazione non inquinante. Nel programma di sostenibilità messo in atto dall'azienda rientra anche VittEr®, il laminato compatto di nuova generazione altamente performante, senza formaldeide, di fabbricazione esclusiva, estremamente resistente e personalizzabile che punta tutto sull'ecologia. Questo multistrato infatti è completamente riciclabile e rinnovabile, prodotto con carte a base di cellulosa da filiera certificata FSC®, senza resine, colle aggiuntive e derivati plastici.

Un prodotto totalmente green che fa parte, come precisa Salvatore Filippi, CEO Filippi 1971, «di un progetto di recupero, chiamato “Dorvem”, in cui i resti delle produzioni primarie e secondarie vengono conferiti, in un programma di circolarità d’uso, per la produzione di nuovi pannelli agglomerati, destinati soprattutto per l’uso outdoor». Anche in questo ambito, il Reparto Ricerca&Sviluppo interno è molto attivo nella sperimentazione di nuovi materiali sostenibili, realizzati partendo dalle sedi diffuse sul territorio, ma pensati per crescere e svilupparsi a livello nazionale ed internazionale.

All’attenzione nei confronti dell'ambiente, si aggiunge, non ultima, anche una sensibilità tipica di Filippi 1971: la sostenibilità sociale. Il desiderio è quello di continuare a valorizzare la Valle Imagna attraverso il recupero degli stabilimenti storici dell’azienda, Berbenno, Bedulita e Sant’Omobono, per offrire ai giovani e al personale più esperto un luogo di lavoro non delocalizzato verso la città, ma che mantenga invece il prezioso radicamento nel territorio, sia a livello geografico che di maestranze, per un maggiore benessere della collettività e del pianeta.

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