Atalanta da record: Udinese travolto 7 a 1

Leandro Rinaldi 27/10/2019 0 commenti

“Devastante”, “uragano”, “una macchina da guerra”… le parole per definire quest’Atalanta si sprecano. I nerazzurri travolgono l’Udinese, al Gewiss Stadium finisce 7 a 1, una valanga di gol per una partita iniziata non nel migliore dei modi, quantomeno per i bergamaschi.

Al 12 di gioco, Kjaer (schierato in difesa con Djimsiti e Toloi) si fa scippare il pallone da Okaka, l’attaccante friulano si invola verso la porta e batte Gollini in uscita. Vantaggio dell’Udinese, che gestisce bene il pallone, soprattutto grazie agli scambi tra le due punte, Okaka e Lasagna, e al folto centrocampo. La Dea, però, dispone di parecchie armi per colpire, tra cui le ripartenze. In un’azione di questo tipo, Muriel serve benissimo De Roon, l’olandese verticalizza per Ilicic il cui destro riporta il punteggio sull’ 1 a 1, anche se bisogna attendere diversi minuti prima che il VAR confermi la posizione regolare dello sloveno. L’episodio fondamentali arriva 10 minuti dopo, al minuto numero 32.

Ilicic entra in area di rigore, Opoku dal dietro lo stende, calcio di rigore sacrosanto e secondo giallo per il difensore friulano: Udinese in 10 dopo poco più di mezz'ora. Dal dischetto, l’ex Muriel è freddissimo nello spiazzare Musso per la rimonta della Dea. Gli ospiti accusano il colpo, Ilicic è scatenato e trova la doppietta ribattendo in rete un tiro di Castagne. Alla fine del primo, il punteggio è di 3 a 1, tuttavia l’Atalanta rientra in campo con ancora più voglia di giocare e segnare. Dopo nemmeno tre minuti dal fischio della ripresa, Gomez conclude una splendida azione crossando dal fondo, Muriel si getta come un falco e fa doppietta: poker nerazzurro e partita chiusa. Memore forse della rimonta subita otto giorni fa a Roma, la Dea non si ferma. Gomez sbaglia incredibilmente a tu per tu con il portiere, poi propone un altro assist al bacio per Pasalic, il croato realizza il 5 a 1.

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Le occasioni non finiscono qui: Ilicic, in giornata di grazia, colpisce l’incrocio con un gran mancino dal limite, per poi vedersi negare la tripletta da un grande intervento di Musso. L’Udinese è totalmente schiacciata nella propria area, la sensazione è che i padroni di casa possano segnare in ogni azione prodotta. A 20 dalla fine, Muriel entra in area, la sua conclusione viene parata dal portiere avversario, ma l’arbitro Maresca viene richiamato all’on field review. Dopo aver visionato le immagini, il direttore di gara assegna un altro penalty alla Dea. In questo caso, il fallo è di Samir. Il numero 9 bergamasco si ripresenta sul dischetto, con i medesimi risultati della circostanza precedente. Palla in rete e 6 a 1, tripletta per il colombiano.

I friulani si rivedono in avanti con un tentativo del subentrato Fofana, la sua botta dal limite viene deviata sulla traversa da Gollini. Per il resto, è un monologo a tinte nerazzurre. Al 77^, esordio in Serie A per Traoré, classe 2002 e gioiello della Primavera bergamasca. Il neoentrato impiega esattamente sei minuti per trovare la via della rete: riceve palla al limite, si accentra e con il mancino batte un non impeccabile Musso. Prima gioia in campionato per il talentuoso 17enne ivoriano.

La partita finisce con tutti i giocatori atalantini che festeggiano davanti ai propri tifosi. È la vittoria bergamasca più larga in serie A, eguagliato il record che risaliva al 1952. Dopo l’iniziale spavento, la Dea sfodera una prestazione maiuscola, vendicando la goleada subita in Champions League con una prova schiacciante.

È davvero difficile trovare un migliore in campo. Da Gomez a Ilicic a Muriel- semplicemente sontuosi- senza scordarsi di Malinovsky, riserva di lusso, un onnipresente De Roon, gli esterni che macinano chilometri fino al 90’. Un’orchestra così ben organizzata esalta naturalmente ogni elemento, suonando una sinfonia non su sette note, ma con sette gol. Ora il pensiero è per la gara di mercoledì 30 a Napoli, contro i partenopei. Quale migliore occasione per mettere alla prova questa macchina da guerra chiamata Atalanta.

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