Atalanta-Verona 3-2: due volte sotto, poi la decide Djimsiti in zona Cesarini

Leandro Rinaldi 07/12/2019 0 commenti

Con le unghie e con i denti: la Dea vince 3 a 2 contro l’Hellas Verona, trovando i tre punti in piena zona Cesarini. Quella di Bergamo è una partita altalenante, durante tutto il primo tempo nessuna delle due compagini riesce a tenere il pallino del gioco. L’Hellas ingabbia la Dea, perché Veloso e Amrabat marcano stretto Freuler e Pasalic: l’Atalanta è così costretta a fare affidamento su lunghi lanci per Muriel, perché né Gomez né Ilicic ricevono palloni giocabili. I tanti duelli a metacampo non fanno decollare il ritmo del match, la prima grande chance è sui piedi di Muriel, che a tu per tu con Silvestri calcia addosso all’estremo difensore gialloblù.

Una partita chiusa e tattica è spesso sbloccata dagli episodi. Così avviene al 23’: su rimessa laterale per i veronesi, Faraoni batte velocemente mentre il compagno Rrahmani ha un altro pallone tra le mani. La sfera giunge a Di Carmine che trafigge Gollini. Vantaggio dei veneti tra le proteste orobiche: il gol andrebbe annullato, visto che Rrahmani interferisce con l’azione tenendo un secondo pallone in campo. In base a ciò, il VAR dovrebbe intervenire, invece tutto tace.

Per l’Atalanta, la situazione si complica ulteriormente 5 minuti dopo, perché Ilicic è costretto ad uscire causa infortunio: al suo posto Malinovsky. Paradossalmente, è la svolta della partita: l’ingresso dell’ucraino permette a Gomez di andare a prendere palla sulla linea dei difensori, offrendo alla Dea molta più facilità nella costruzione della manovra. È proprio il neoentrato a riequilibrare il punteggio. A due dal 45’, Hateboer serve Malinovksy al limite, nessun difensore lo aggredisce, il numero 18 bergamasco si accentra e spara un bolide di mancino: palla all’incrocio e punteggio in parità. Prima gioia in Serie A per l’ucraino, autore di un gran goal.

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La rete del pareggio dona slancio alla Dea, che spinge dall’inizio del secondo tempo. L’Hellas, però, è letale in contropiede. Palla profonda per Lazovic, la difesa atalantina è totalmente fuori posizione, l’ex Genoa serve l’assist a Di Carmine, doppietta per il numero 10 e ospiti di nuovo avanti. L’Atalanta, però, indossa l’abito da guerriera e si riversa nell’area avversaria. Hateboer crossa dalla destra, Faraoni commette fallo su Castagne, l’arbitro Valeri prima lascia correre, poi, richiamato dal VAR, consulta il monitor e concede penalty ai bergamaschi. Luis Muriel è lucidissimo, spiazza Silvestri e fa 2 a 2.

La Dea non si accontenta del pareggio, Gomez si scatena e chiama due volte Silvestri all’intervento, il Verona non riesce più ad uscire e Gasperini mette Barrow per Muriel. Proprio il gambiano viene trattenuto, a 3 minuti dalla fine, da Dawidowicz: il difensore polacco, già ammonito, riceve il secondo cartellino giallo e lascia i suoi in dieci. Adjapong rileva Di Carmine, Hellas tutto schiacciato nella propria area. Al 91’, il Papu dribbla secco un avversario e calcia, Silvestri è super e mette in corner. Sugli sviluppi dello stesso, Barrow appoggia per Palomino, pallone filtrante verso Toloi, il brasiliano, al limite, imbuca per Djimsiti, conclusione potente e vantaggio orobico. Primo gol in questo campionato per il difensore, che fissa sul 3 a 2 il parziale.

Una prova di grande carattere da parte degli uomini di Gasperini, capaci di andare sotto due volte senza mai perdere la testa. Malinovsky risulta determinante con il suo ingresso, meno bene il reparto arretrato, apparso particolarmente vulnerabile: i tre difensori si fanno perdonare confezionando il gol vittoria. In difficoltà Muriel, che spesso ha dovuto lottare contro tutti i difensori avversari: a uno con le sue caratteristiche, è difficile chiedere di più. Quasi fuori scala il Papu: è lui il vero faro dell’Atalanta, non sbaglia una partita da tempi immemori.

Prossimo impegno bergamasco fissato per mercoledì 11 in Ucraina, avversario lo Shaktar Donetsk. È l’ultimo match della fase a gironi di Champions League, l’ultima possibilità per centrare una storica qualificazione agli ottavi. L’ennesimo appuntamento con la Storia, alla Dea il compito di non mancarlo.

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