Coronavirus, firmato il nuovo decreto: stop scuole e eventi, ancora in sospeso 'zona rossa' bergamasca

Eleonora Busi 05/03/2020 0 commenti

Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ha firmato un nuovo decreto, che va a toccare i punti salienti per fermare il coronavirus e limitarne il contagio. Fra le misure principali spiccano la chiusura di scuole ed università fino al 15 marzo, campionato di calcio ed eventi sportivi a porte chiuse e stop a tutti gli eventi affollati. “La situazione è grave – ha detto il premier agli italiani – chiederò a Bruxelles la massima flessibilità. Ci rialzeremo, come dopo il ponte Morandi”. I contagi, nel frattempo, crescono: ormai varcata la soglia dei 3.000 in tutta Italia, si è riscontrato anche un record in positivo di guarigioni. La percentuale dei casi guariti, aggiornata a ieri, è salita all'8,95%, ben 116 pazienti in più.

Non è presente però nel decreto una misura che estenda l'area della “zona rossa” anche nella bergamasca. L'assessore Gallera, in seguito ad un vertice tenutosi ieri sera, ha affermato ai microfoni di Sky: “L’Istituto superiore di sanità ha detto che sarebbe opportuno che una zona della Bergamasca diventi zona rossa, anche noi siamo di questa idea, ma la decisione finale tocca al governo che dovrà allertare le forze armate e la prefettura. Poi entreremo in azione noi con la protezione civile e il nostro sistema sanitario. Ma, al di là, di quello che deciderà il governo, bisogna capire che per il momento bisogna cambiare abitudini. E invito i bergamaschi a stare a casa”.

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Di seguito le misure previste nel decreto “per il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19".

Chiuse scuole di ogni ordine e grado e università

Sospese da oggi, 5 marzo, fino al 15 marzo tutte le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università, corsi professionali e master. I dirigenti scolastici sono invitati ad attivarsi, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche, per effettuare modalità di didattica a distanza. Esclusi dal decreto i corsi post universitari che sono connessi all'esercizio di professioni sanitarie, inclusi medici che si trovano in formazione specialistica.

Stop eventi affollati, restrizioni per cinema e teatri

Sospesi congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali – inclusi quelli cinematografici e teatrali – a prescindere che si svolgano in luogo pubblico o privato e che comportino un affollamento di persone che non permetta di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, imposta sempre dal decreto.

Eventi sportivi agonistici a porte chiuse, palestre ammesse

Il campionato di calcio di Serie A non si ferma, ma anch'esso – insieme a tutti gli eventi sportivi agonistici – si svolgerà a porte chiuse, ovvero senza la presenza di un pubblico. Gli sport di base in palestre e piscine, invece, sono ammessi esclusivamente se rispettano le norme di igiene e la distanza di sicurezza imposta di almeno un metro.

Anziani e pazienti a rischio: massima attenzione

Il decreto raccomanda a tutte le persone anziane o che siano affette da patologie croniche o con multimorbilità – ovvero stati di immunodepressione – di evitare di uscire dalla propria abitazione a meno che si tratti di stretta necessità, oltre che di evitare luoghi affollati in cui non è possibile mantenere la distanza di sicurezza di un metro.

Sindaci e associazioni: il loro ruolo

I sindaci, gli Enti territoriali e le associazioni di categoria hanno il compito di promuovere la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igieniche, oltre che offrire attività ricreative individuali alternative a quelle vietate dal decreto. Lo scopo è promuovere e favorire attività svolte all'aperto, senza creare assembramenti di persone. Nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitare e in tutti i locali aperti al pubblico, inoltre, devono essere messe a disposizione degli addetti, nonché degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l'igiene delle mani.

Chi arriva in Italia da zone a rischio

Chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del decreto, sia entrato in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato e abbia sostato nei comuni nella zona rossa deve comunicarlo al dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria competente per territorio e al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta.

Coronavirus e “Smart working”

I datori di lavoro possono attuare misure di smart working ad ogni lavoratore, anche in assenza di accordi individuali.

Posti letto in ospedale aumentati

Il decreto di Conte prevede l'aumento del 50% dei posti letto in terapia intensiva e del 100% nei reparti di pneumologia e malattie infettive.

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(Fonte immagine in evidenza: ansa.it)

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