Lombardia in bilico fra giallo e arancione, oggi si decide. Attesa anche la bozza del nuovo Dpcm

Eleonora Busi 26/02/2021 0 commenti

Lombardia in bilico fra zona gialla e arancione, insieme a Lazio, Puglia, Marche e Basilicata. Piemonte passa ufficialmente in arancione, mentre Campania ed Emilia Romagna rischiano il rosso. Sono queste le regioni che rischiano il cambio colore dopo il monitoraggio dell'Iss, previsto per oggi.

A preoccupare sono i focolai causati dalle varianti del Covid, che hanno causato un generale aumento dell'Rt spingendo a nuove chiusure. Atteso per oggi anche la bozza del nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo fino al 6 aprile, ma di riaperture, come anticipato dai ministri Speranza e Gelmini, se ne potrà parlare soltanto dopo le vacanze pasquali.

Lombardia resta gialla oppure passa in fascia arancione? Oggi si avrà il verdetto e dai vertici alti si attende l'analisi della cabina di regia per capire cosa accadrà, ma è verosimile pensare ad un innalzamento dell'Rt – che la settimana scorsa sfiorava l'1 – soprattutto alla luce delle nuove chiusure localizzate in provincia di Brescia e in otto Comuni della Bergamasca limitrofi. La nuova, eventuale, misura sarà attiva da lunedì come richiesto dalle Regioni al Governo, in modo da permettere alle attività economiche di non perdere il weekend.

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Il nuovo Dpcm: nessun allentamento e spostamenti vietati
La bozza è attesa per oggi, ma la situazione ad alto rischio – come già confermato dai ministri – non permette allentamenti. Il sistema a fasce colorate resterà e, per adesso, non è prevista alcuna modifica dei parametri anche se non è escluso possa essere studiata il prossimo mese. Il nuovo Dpcm confermerà il divieto di spostamento fra le Regioni almeno fino al 27 marzo.

Ma è possibile possa essere prorogato fino alla fine del decreto – ovvero il 6 aprile – per evitare spostamenti nel periodo di Pasqua. Vietato muoversi presso le seconde case se si trovano in zona rossa, mentre sarà sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità.

Ristoranti e bar alla sera? Resta un'utopia. Ma cinema e teatri vedono uno spiraglio
Nonostante le richieste dei giorni scorsi, nulla di fatto per bar e ristoranti che – in zona gialla, s'intende – continueranno a dover abbassare le serrande a partire dalle 18. Le regole restano perciò le stesse, con asporto consentito fino alle 22 e domicilio senza limiti orari. Buone notizie invece per cinema e teatri che oggi dovrebbero ricevere il via libera dal Cts per la riapertura il 27 marzo, a patto che la curva sia in calo.

Il Governo starebbe, inoltre, lavorando per aprire musei ed aree archeologiche – ora aperti in dal lunedì al venerdì – anche nei fine settimana. Intanto si pensa a ristori immediati per chi non può lavorare. Nel mirino anche le scuole, che potrebbero invece tornare in didattica a distanza. E mentre a Palazzo Chigi si discute sulle future decisioni, la Gelmini “bacchetta” i Governatori: “Da un lato chiedete l'apertura delle attività economiche e dall'altro la chiusura delle scuole? – ha dichiarato la ministra – È una contraddizione di fondo”.

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