Passeggiate e corsette all'aperto addio: in arrivo misure più stringenti per fermare i 'furbetti' della quarantena

Eleonora Busi 19/03/2020 0 commenti

Stop alla corsetta giornaliera all'aria aperta, niente passeggiate che non siano destinate alla spesa, lavoro o comprovate necessità, come importanti motivi di salute. E poi, basta al supermercato sempre aperto, in particolare nei fine settimana, visto come una valvola di sfogo per chi vuole sfuggire dalla “prigionia” della quarantena. Queste le misure ancora più stringenti che potrebbero essere messe in atto entro questo fine settimana dal premier Giuseppe Conte, che ha però scelto di attendere ancora per verificare se la curva dei contagi quotidiani venga confermata nel prossimo bilancio alle 18.

Tutto sembra già portare in quella direzione, in primo luogo le dichiarazioni di Conte che hanno confermato ciò che già si percepiva: la sospensione di scuole e attività e le misure di divieto verranno con molta probabilità prorogate, anche oltre il 3 aprile – data stabilita nell'ultimo decreto firmato dal premier. “La serrata dell'Italia non potrà che essere prorogata alla scadenza – ha sottolineato Conte – Abbiamo evitato il collasso del sistema, le strutture restrittive stanno funzionando”.

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Il motivo per cui si è arrivato a considerare misure più stringenti è presto detto. Le informazioni raccolte da Protezione civile evidenziano un trend che contrasta con quanto espresso dai divieti, che vedrebbe corsette e jogging usate come una sorta di passepartout di fronte alle Forze dell'Ordine, file interminabili di persone che vanno a fare la spesa due, tre, quattro volte a settimana per “scappare” dalla quarantena forzata. E ancora, i dati svelati da Regione Lombardia che mostrano come il 40% dei cittadini continui a spostarsi all'interno del territorio regionale, le sanzioni aumentate ad oltre 40 mila in soli sette giorni e la “libertà” del weekend, che stimolerebbe migliaia di persone a godersi passeggiate o a recarsi al supermercato.

Nonostante tutte queste evidenze, il premier Conte ha scelto di frenare, temporaneamente: l'incremento dei contagi, sceso dal 12,6% di martedì all'8,4% di ieri, dona un barlume di speranza. “Significa che gli italiani, tranne poche eccezioni, stanno rispettando le indicazioni” ha sottolineato Conte, che vuole verificare di essere sulla strada giusta, Lavorare sulle eccezioni ora risulterebbe di fondamentale importanza, sebbene in alcune regioni si sia già deciso di stringere i controlli, come in Lazio dove gli orari dei supermercati sono ridotti e i viaggi lunghi vietati, o in Campania dove il Governo ha dato il via libera all'utilizzo dell'esercito in alcune zone, sebbene Vincenzo De Luca – presidente della regione – ha confermato di non poter estendere il servizio sull'intero territorio nazionale.

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