San Giovanni Bianco, ''Ora basta!'': quando l'agriturismo pretende rispetto

Giambattista Gherardi 03/04/2018 0 commenti

Un lungo messaggio postato su Facebook, all'indomani dell'ennesima fastidiosa beffa. È destinato a diventare virale l'amaro sfogo della titolare dell'Agriturismo Stalle Alte di San Giovanni Bianco, in Valle Brembana.

L'attività, situata in località Ronco Trinità ed è guidata da Lorena Zanchi. A lanciare la propria protesta è la figlia Jessica. "Purtroppo - si legge nel post - capita fin troppo spesso negli ultimi anni di ricevere prenotazioni, anche di gruppi numerosi, che poi non si presentano, spesso senza nemmeno avvisare. In questi ultimi due giorni abbiamo avuto ben 21 persone così scorrette da farci preparare tavoli e pietanze, chiamando anche ripetutamente al telefono e facendoci letteralmente diventare matte, per poi non presentarsi e non rispondere alle nostre chiamate. Ora io mi chiedo: cosa vi fa tanto ridere se questi sono scherzi? E cosa vi fa credere che noi siamo qui a giocare e a farci prendere in giro?" 

"Siamo in due a gestire tutto - prosegue Jessica -: animali, stanze, spese, pulizie, cucina, pasticceria, prenotazioni. Abbiamo centinaia di cose da fare e poco tempo. Vi assicuro che cucinare 22 ore di fila, tra me e mia mamma, non è semplice e nemmeno divertente a volte. Soprattutto se dopo tanta fatica tutto il nostro lavoro va sprecato per la vostra vile scorrettezza. Siamo stanche di queste situazioni e delle scuse che ci propinate. Noi ci mettiamo passione, fatica e tempo, esigiamo un minimo di correttezza, educazione e rispetto. Nessuno vi obbliga a venire qui e nessuno se la prende se cambiate idea, ma una chiamata è gradita e soprattutto doverosa. E non a mezzogiorno, quando a mezzogiorno e mezzo dovreste essere seduti a mangiare e avete avuto un mese di tempo per disdire! Lo dico anche per rispetto della gente che vuole veramente venire qui e non può perché il posto è occupato da voi.

"E sono anche stanca delle compagnie che mi fanno il verso quando parlo, che mi prendono in giro e ridacchiano come se non avessi orecchie, che mi pagano con pile di monetine da 1 centesimo perché a quanto pare è molto divertente, che bussano alla porta della cucina per poi scappare quando apro, che mi chiedono già alla prima portata quante e quali torte ci sono, facendoselo ripetere tre volte per il gusto di farmi perder tempo, che accendono il camino senza chiedere il permesso rischiando di riempire la sala di fumo, disturbando comunque gli altri commensali, che cercano di rubacchiare qualcosa in esposizione pensando di essere Lupin. E dopo tutto hanno anche il coraggio di scrivere recensioni negative perché la cameriera era poco cordiale. E sto parlando di gente di 30 anni, non di bambini".

Il post si chiude con una constatazione ed un conseguente provvedimento: "QUAE NOCENT DOCENT - scrive Jessica -quello che nuoce insegna, quindi d'ora in poi verrà richiesta una caparra per qualsiasi prenotazione.  Alla base di un'esistenza civile c'è la correttezza e vi assicuro che basta veramente poco. Purtroppo ci sono troppe persone che non capiscono cosa voglia dire fare questo mestiere e a causa loro ci rimettono quelle oneste. Noi facciamo del nostro meglio per dare sempre il massimo, ma in cambio esigiamo un po' di rispetto. Siamo qui per offrirvi un servizio, non per farci prendere in giro".

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