Vaccini anti-covid al Papa Giovanni e all'ospedale di S.Giovanni: prima fase 8.392 vaccinazioni

Redazione 05/01/2021 0 commenti

E’ iniziata oggi al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, simbolo della lotta al Covid-19 in tutto il mondo, la campagna vaccinazioni al fine di prevenire la malattia causata dal virus SARS-CoV-2. Ad essere vaccinati oggi, martedì 5 gennaio, sono stati 150 operatori del Papa Giovanni, tra medici, infermieri, operatori sanitari, amministrativi e tecnici che non hanno contratto il virus e che in questi mesi hanno dato un contributo insostituibile contro l’emergenza sanitaria che ha sconvolto la città e la provincia di Bergamo. 

Sei infermieri ed un medico hanno gestito tutte le operazioni: le procedure di accettazione, il consenso informato, la diluizione delle dosi in loco, l’esecuzione delle iniezioni e la registrazione finale. Le vaccinazioni sono state effettuate nei locali del Punto prelievi dell’Ospedale bergamasco, dove in queste settimane sono state eseguite anche le vaccinazioni antinfluenzali agli operatori. A coordinare le operazioni di oggi l’équipe della Medicina del Lavoro del Papa Giovanni XXIII, guidata da Daniela Borleri con il coordinatore infermieristico Monica Berta. Referente della campagna vaccinale è Cristina Caldara, responsabile dei processi socioassistenziali territoriali per la Direzione delle professioni sanitarie e sociali. Fondamentale il supporto della Farmacia, con il direttore Daniela Valsecchi ed il coordinatore infermieristico Marinella Daminelli.  A seguire la pianificazione e gli aspetti organizzativi della campagna anche Simonetta Cesa, direttore delle professioni Sanitarie e Sociali e Giulia Bombardieri per la Direzione Medica. 

La prima fase riguarda i circa 5.000 operatori del Papa Giovanni, compresi coloro che afferiscono alla rete territoriale e al polo ospedaliero di San Giovanni Bianco, i medici di medicina generale, oltre che i medici di continuità assistenziale, i pediatri e il personale volontario per il soccorso in ambulanza. Un totale di 8.392 persone che saranno nel complesso vaccinate in questa prima fase. Una prima tranche delle fiale con i vaccini è già arrivata nei giorni scorsi e ha permesso di avviare la campagna con anticipo rispetto alle previsioni iniziali.  Il programma prevede, a regime, l’esecuzione di 230 vaccini al giorno, dal lunedì al sabato. Le giornate di sabato saranno riservate alla vaccinazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei volontari in servizio per AREU sulle ambulanze. 

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Sempre l'ospedale si occuperà dei vaccini per le Rsa e per le Case di cura, sia per i dipendenti che per gli ospiti, e per gli ospedali privati accreditiati con il Servizio sanitario nazionale. Le modalità operative saranno in questo caso diverse. L’Ospedale provvederà alla distribuzione dei vaccini ed alla formazione del personale individuato dalle RSA per la somministrazione. Nei prossimi giorni le dosi verranno consegnate alle strutture sanitarie in frigoriferi portatili nella forma decongelata, per essere custodite a una temperatura dai 2 a gli 8 gradi e somministrate entro 5 giorni dal personale delle stesse case di riposo e strutture sanitarie. 

Il vaccino offerto è COMIRNATY (Pfizer/Biontech), il primo vaccino che ha ricevuto la raccomandazione per l’autorizzazione all’immissione in commercio, condizionata, da parte di European Medicines Agency (EMA). Alla somministrazione delle prime dosi seguirà il richiamo dopo 21 giorni, prenotabile già da subito. Le dosi del vaccino sono conservate al Papa Giovanni, in due speciali celle frigorifere che garantiscono la temperatura necessaria pari a -75°.

I vaccinati di oggi fanno seguito alle 50 vaccinazioni già effettuate al Papa Giovanni XXIII in forma simbolica il 27 dicembre, in occasione della giornata europea del V-Day. Un evento che ha avuto l’obiettivo di contribuire all’arresto della pandemia trasmettendo un messaggio importante alla popolazione sul ruolo cruciale che il vaccino ha nella lotta alla pandemia da Covid-19.

Sottolinea il direttore generale, Maria Beatrice Stasi: “Ringrazio di cuore tutti gli operatori dell’ospedale e per la competenza, la generosità e lo sforzo immane messo in campo in questi mesi e per testimoniare oggi l’importanza dell’adesione al vaccino offerto, su base volontaria, ai soggetti asintomatici. Vorrei invitare tutta la popolazione a dare fiducia alla Medicina e a considerare il vaccino come lo strumento che ci consentirà di far ripartire la vita”. 

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