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Il farmacista Visini in Romania col camper pieno di aiuti: "Enorme contributo dai cittadini di Almè"

Il farmacista di Almè, Michele Visini, è partito con il suo camper il 10 marzo per una missione umanitaria sul confine rumeno. Ha portato aiuti economici e sanitari alle popolazioni locali, colpite dalla guerra.
23 Marzo 2022

Michele Visini, farmacista di Almè titolare della Farmacia Visini (non nuovo a iniziative umanitarie), è partito con il suo camper giovedì 10 marzo per una spedizione umanitaria in Romania. Dopo il lungo viaggio intrapreso con la moglie ed un’amica è giunto al confine rumeno venerdì 11 marzo: da lì in poi è possibile procedere solo se scortati o accompagnati da associazioni che ne abbiano la facoltà. Lo scopo della missione era portare aiuti alle popolazioni ucraine ospitate al confine e ai profughi presenti sul territorio rumeno, portato a compimento grazie al contributo della fondazione Time4life, che ha sede a Modena e con cui Visini collabora da un paio d’anni.

Abbiamo portato molte cose: farmaci, alimenti, abbigliamento, coperte. Gli abitanti di Almè hanno dato un enorme contributo, specialmente a livello economico, sostenendo le raccolte fondi per le spese di un orfanotrofio nel Paese di Sighet, sul confine tra Romania e Ucraina” ha raccontato, per poi proseguire “Hanno sostenuto anche una raccolta fondi che si occupa di preparare un contributo in termini di medicinali, farmaci e presidi sanitari”.

La missione era finalizzata unicamente al trasporto di materiali e fondi economici, motivo per cui al ritorno ha scelto di non portare con sé alcun profugo: “Sono convinto che i profughi che possono arrivare qui devono farlo in modo non casuale, ma devono essere ospitati da enti che ne possano garantire la tutela”.

Appena giunto sul territorio l’aiuto è divenuto subito concreto: “Abbiamo iniziato una distribuzione in un centro di accoglienza per persone povere e bambini rumeni, ma anche per i profughi. Il giorno dopo ci siamo occupati di un’altra distribuzione nell'orfanotrofio di Suor Bianca. In seguito abbiamo aiutato anche un convento di cappuccini e lavorato in un magazzino, in cui opera un’associazione internazionale che raccoglie tir di materiali inviati da tutta Italia. In questo magazzino tutto viene smistato e poi caricato su furgoncini che sono in grado di attraversare il confine e portare questi aiuti in Ucraina” ha spiegato Visini.

L’esperienza sul territorio è stata piuttosto rapida, la permanenza limitata ad una ventina di ore: “Io, in quanto farmacista, mi sono occupato di un tavolo pieno di medicine. Ho scaricato i materiali portati da Almè, poi ho riordinato tutto, sia per le persone della zona che per gli ucraini. Ho avuto modo di svolgere parte del mio lavoro anche là”. Il farmacista ora è già impegnato in un’altra missione in Nepal e sta anche cercando di mettersi in contatto con un’associazione che opera a Novara e che si occupa di spedire aiuti umanitari in Ucraina o al confine; il suo intento attuale è capire se sarà possibile spedire a chi ne ha bisogno quanto non è potuto essere caricato sul suo camper.

Continuerà a contribuire alle raccolte di Time4life, ma afferma: “Al momento è inutile raccogliere ulteriore materiale perché ne abbiamo moltissimo. Operiamo come privati, io ho occupato interamente il garage di mia mamma, troppa merce necessita di molte persone per lo smistamento e di una grande organizzazione”. E prima di chiudere l’intervista, una precisazione: Il nostro è stato solo un piccolo contributo a chi sta lavorando assiduamente, si tratta di una goccia in un mare di lavoro. Un aiuto utile, ma il vero impegno costante lo fanno le persone del posto”.

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