"Il Passo San Marco come un'autodromo", la denuncia di un lettore. La sindaca: "Provato di tutto, ora tentiamo con ARPA"

Una strada di montagna non è un circuito. È il punto su cui tornano a discutere residenti e frequentatori dell'alta Val Brembana dopo le nuove segnalazioni.
5 Ottobre 2026

Una strada di montagna non è un circuito. È il punto su cui tornano a discutere residenti e frequentatori dell'alta Val Brembana dopo le nuove segnalazioni relative a quanto accade lungo la statale che da Mezzoldo (e non solo) conduce al Passo San Marco. Il problema non riguarda una categoria particolare di utenti della strada, ma comportamenti che, soprattutto nei fine settimana, finiscono per compromettere sicurezza, quiete e convivenza in uno dei territori più delicati e suggestivi delle Orobie.

"È una situazione ormai insostenibile e paradossale - ci scrive in un lettore - Ci troviamo all'interno di un'area protetta (Parco delle Orobie Bergamasche), un luogo che, per definizione, dovrebbe essere un santuario di biodiversità, pace e rispetto per la natura. La realtà, purtroppo, è completamente diversa: ogni fine settimana la strada si trasforma in un vero e proprio autodromo a cielo aperto. Il rumore generato da moto e auto che sfrecciano a velocità elevatissima è assordante e continua giorno e notte (purtroppo anche di notte transitano macchine tuning a velocità folle).

È surreale che in un parco protetto sia tollerato un simile livello di inquinamento acustico, che non solo devasta la quiete di chi frequenta la montagna, ma arreca anche un grave danno alla fauna selvatica locale. Oltre all'insostenibile problema del rumore, la situazione è diventata estremamente pericolosa per la sicurezza stradale. La totale e costante assenza di controlli da parte delle forze dell'ordine ha trasformato questa tratta in una zona franca: i veicoli sfrecciano a tutta velocità, compiendo sorpassi azzardati e manovre pericolose ad ogni curva, mettendo a serio rischio l'incolumità di escursionisti, ciclisti e degli automobilisti stessi. Chiediamo che le autorità competenti intervengano al più presto per ripristinare la legalità, la sicurezza e il rispetto in uno dei passi più belli delle nostre valli. Non é la prima volta che si segnala questa problematica, ma come sempre chi dovrebbe porre rimedio non fa nulla".

"È problema che conosciamo benissimo, in questi anni ho convocato Prefettura e Questura sollevando la questione e partecipando insieme ad altri Comuni, per fare rete, visto che il problema coinvolge anche altri paesi - spiega la sindaca di Mezzoldo, Stefania Siviero - Abbiamo fatto tutto quello che è in nostro potere. Essendo una strada statale, il Comune ha possibilità limitate e non fare interventi fisici sull'infrastruttura: abbiamo messo controlli ai limiti di velocità, ma solo al centro abitato, fra l'altro attraversato a velocità folli, perché al di fuori non possiamo. Anas non ci permette di mettere dossi e i semafori possono essere solo a chiamata.

Non avendo un comando di polizia locale abbiamo chiesto al Prefetto l'intervento della Polizia stradale, che è uscita più volte su nostra richiesta. Loro sono gli unici che possono intervenire e che hanno gli strumenti adeguati per misurare la velocità. Anche i Carabinieri fanno spesso controlli, ma hanno un'intera valle da seguire e il nostro Comando è comunque limitato numericamente.

Abbiamo davvero percorso tutte le strade possibili, ora vogliamo provare a contattare ARPA per capire se, sulla base dell'inquinamento acustico, è possibile ottenere una deroga che ci permetta di intervenire. Se le persone pensano di utilizzare queste strade come un circuito noi non possiamo fare altro".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

X
X
linkcross