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IPSSAR San Pellegrino, la Provincia dice no al turistico: Comune e scuola non ci stanno

La Provincia non accoglie la richiesta di attivazione di un indirizzo turistico all'IPSSAR di San Pellegrino. Il sindaco Milesi e il dirigente scolastico Campanelli non si arrendono.
28 Novembre 2017

“Davvero non si riesce a capire perché la montagna venga penalizzata un’altra volta. A chiacchiere si dice che c’è un’attenzione verso le nostre realtà ma nella sostanza non solo questa attenzione non c’è, ma, anzi, tutte le scelte che ci riguardano si rivelano dannose”. Così il sindaco di San Pellegrino Terme, Vittorio Milesi, commenta la decisione della Provincia di non accogliere la richiesta di attivazione di un indirizzo turistico all’IPSSAR del paese, storica realtà locale che si proponeva di integrare i propri corsi con un’ulteriore percorso rivolto alla valorizzazione del territorio locale.

“Il nostro istituto alberghiero - prosegue Milesi - è un’eccellenza con una storia lunga 50 anni, è conosciuto non solo a livello provinciale ma anche regionale e nazionale, e perciò doveva essere tutelato e valorizzato, tenendo anche conto dello sforzo di tutti per incentivare il turismo nella nostra valle”. Contattato per un commento, il presidente della Provincia Matteo Rossi, da parte sua, ribadisce al contrario l’attenzione verso l’istituto di San Pellegrino, ricordando i numerosi investimenti: “I numeri ci dicono innanzitutto che la scuola di San Pellegrino è quella che gode del maggior sostegno economico tra tutte le scuole bergamasche, […] per un totale di 345.679 euro di finanziamento. Cifre che abbiamo confermato pur in un periodo di enormi ristrettezze economiche riconoscendo il ruolo, l’importanza e la qualità dell’Alberghiero”.

Ciò nonostante, il decreto del 26 novembre che definisce novità e modifiche del sistema scolastico bergamasco – e sottoscritto dal presidente della provincia stesso - , nega l’ampliamento dell’offerta formativa della scuola brembana. La decisione ha colto di sorpresa Comune e dirigenza della scuola insieme: “Il Comune si è allineato con noi. – ci spiega il dirigente dell’IPSSAR di San Pellegrino Brizio Campanelli - Il sindaco aveva riunito un consiglio comunale che aveva approvata all'unanimità una mozione per sostenerci nella nostra richiesta. Per il paese l’alberghiero è molto importante perché intorno alla nostra scuola si muove una buona fetta di economia, grazie agli studenti e alle merci acquistate, senza contare poi che siamo una realtà di un certo prestigio”.

Si può leggere come la Provincia motiva il rifiuto dell’attivazione di un indirizzo turistico all’alberghiero della Valle Brembana nel decreto pubblicato sul sito: “1. La richiesta non ha parere favorevole dell’ambito di riferimento; 2.[…] rinviare la valutazione dell’inserimento del nuovo indirizzo dopo la pubblicazione del regolamento che determina i nuovi profili degli indirizzi di studio dell’istruzione professionale […] 3. […] la Provincia ritiene doveroso sollecitare un maggiore confronto tra gli attori del territorio per arrivare nell’anno scolastico 2019/2020 ad un’offerta formativa condivisa e utile a tutto il territorio”.

Ma gli interessati – scuola e Comune – ritengono le ragioni del rifiuto piuttosto inconsistenti e ribattono punto su punto. “Abbiamo letto il decreto e non riusciamo nemmeno a capire su cosa si sia basata l’affermazione che il territorio non è favorevole alla nostra proposta. – si stupisce il sindaco Milesi - C’è una richiesta di istituzione di questo indirizzo turistico da parte della Comunità Montana, di sei comuni – San Pellegrino, Dossena, Mezzoldo, Sedrina, Ubiale e Cusio -, ci sono diverse manifestazioni di interesse da parte di realtà del territorio, cito la San Pellegrino Spa come realtà più significativa. Per cui mi chiedo, a fronte di queste prese di posizione, come si possa sostenere che non c’è un territorio intero che richiede l’istituzione di questo indirizzo”.

Il presidente della Provincia Matteo Rossi, invece, ritiene che la Val Brembana non abbia dato sufficienti segni di interessamento verso il nuovo progetto, a differenza di altri paesi che, infatti, hanno visto accolte le loro richieste: “la Provincia lo scorso anno ha indetto gli Stati Generali dell’Istruzione, - spiega Rossi - percorso al quale sono stati chiamati e coinvolti i sindaci, le Comunità Montane e i rappresentanti delle forze economiche e sociali del territorio. Per l’ambito 1 non era stata formulata alcuna richiesta di istituire percorsi in tal senso, mentre negli altri ambiti, in particolare il 4 e il 6, tutti gli attori coinvolti hanno condiviso l’attivazione dei nuovi indirizzi, fra cui l’alberghiero a Bergamo e a Romano di Lombardia”.

Insomma la scuola ritiene di aver coinvolto un buon numero di enti, la Provincia pensa esattamente il contrario. Ma a scuola e Comune non solo queste ragioni sembrano inconsistenti, ma il rifiuto sembra anche ignorare i vantaggi oggettivi della proposta fatta dall’IPSSAR di San Pellegrino, come spiega il preside Campanelli: “Per la Valle Brembana si prospetta un forte sviluppo turistico, quindi formare gente nel settore ha un senso; inoltre l’attuazione del nuovo indirizzo non ha costi ulteriori per la Provincia: la diminuzione dei nostri studenti a causa dell’apertura di indirizzi di studio simili al Galli di Bergamo l’anno scorso e a Romano di Lombardia l’anno prossimo significa avere spazio in più, più aule di cui la Provincia è proprietaria e che avrebbe senso sfruttare; ancora, il nuovo indirizzo necessita di docenti che sono esattamente quelli che già abbiamo nella nostra scuola; da ultimo, non dimentichiamo che è volontà dichiarata della Provincia ampliare l’offerta formativa per impedire spostamenti gravosi agli studenti”. Infatti, oggi, molti ragazzi di Valle Brembana e Imagna sono costretti a viaggi lunghi e a perdite di tempo notevoli per frequentare scuole cittadine con indirizzi di studio non offerti dagli istituti locali.

Ma quanti ragazzi potrebbero beneficiare di un’oramai ipotetica inaugurazione del nuovo indirizzo turistico? “600/650 iscritti in cinque anni, considerando i trend attuali” prevede il preside Campanelli, non senza ottimismo. Numeri notevoli, che andrebbero tenuti in considerazione soprattutto se si pensa al problema, ormai endemico, dello spopolamento delle zone rurali e di montagna, verso cui le istituzioni si dichiarano attente. Ma anche qui il presidente Rossi parla di numeri diversi: “Dei residenti dell’ambito 1 frequentanti l’ultimo anno delle scuole secondarie di I grado (circa 1000 studenti) sono 25 i ragazzi che scelgono l’indirizzo turismo presso altre scuole”, lasciando intendere che secondo le stime della Provincia il numero non sarebbe destinato ad aumentare notevolmente come, invece, prevede il dirigente dell’IPSSAR.

Nonostante i disaccordi, il presidente Rossi è certo che il compromesso sia vicino: “Sono sicuro che i prossimi mesi, tutti insieme e senza polemiche, troveremo la miglior soluzione possibile per migliorare ulteriormente l’offerta formativa della Valle Bremebana, della quale l’Alberghiero di San Pellgrino rappresenta senza dubbio un tassello fondamentale”.

Il sindaco comunque non demorde e spera ancora in un ribaltamento finale della situazione: “Il 30 novembre si tiene il consiglio provinciale e spero che ci sia un pronunciamento favorevole all’attivazione di questo indirizzo e che l’approvazione dell’ordine del giorno relativo, che ha come primo firmatario il consigliere Todeschini, consenta di modificare il piano della provincia di Bergamo a livello regionale. Abbiamo già mandato all’assessore regionale una comunicazione chiedendo che venga integrato il piano provinciale e venga attivato già da quest’anno l’indirizzo turistico; spetterà a loro decidere e sapremo qualcosa probabilmente a breve, prima di Natale”.

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