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La Lombardia torna in arancione da lunedì: cosa cambia per bar, negozi, scuole e spostamenti

La Lombardia passerà in zona arancione a partire da lunedì 12 aprile, dopo quasi un mese di restrizioni da zona rossa.
9 Aprile 2021

La Lombardia passerà in zona arancione a partire da lunedì 12 aprile, dopo quasi un mese di restrizioni da zona rossa. Manca ancora l'ufficialità e l'ordinanza a firma del ministro della Salute Roberto Speranza, che arriverà nelle prossime ore alla conclusione della riunione del Cts.

La notizia non giunge improvvisamente: già da giorni alcune avvisaglie facevano presagire al cambio di fascia, in primis i dati epidemiologici in (lenta) decrescita. Senza contare che già dallo scorso venerdì il monitoraggio settimanale aveva riconosciuto alla Lombardia un rischio “moderato” seppur limitata dall'incidenza oltre il limite di 250, che non aveva permesso alla Regione di regredire nei colori.

Nell'ultima settimana proprio l'incidenza è crollata a 183 casi ogni 100 mila abitanti e così anche l'Rt, ampiamente sotto l'uno, compatibile con uno scenario di rischio forse perfino da zona gialla (ora “abolita” fino al 30 aprile).

- La Voce delle Valli

Le regole della zona arancione

Spostamenti
È possibile spostarsi all'interno del proprio Comune senza obbligo di certificazione oppure, per i Comuni sotto i 5.000 abitanti, spostarsi entro un raggio di 30 chilometri dalla propria residenza. Resta la possibilità di recarsi in una seconda casa, anche se questa si trova in un'altra regione rossa o arancione, sempre limitata al solo nucleo famigliare. È possibile far visita ad amici e parenti una volta al giorno nella misura massima di due persone (figli under 14, persone disabili o non autosufficienti al seguito) all'interno del proprio Comune (o nei 30 chilometri concessi ai piccoli Comuni).

Scuole
Tutti gli alunni fino alla terza media potranno frequentare la scuola in presenza. Nelle scuole superiori resta la didattica a distanza al 50% oppure in presenza fino al 75%. A differenza dei mesi scorsi, i presidenti di Regione, governatori e sindaci non possono più imporre limiti più stringenti alle chiusure scolastiche, a meno che nel territorio non si superino i 250 contagi ogni 100mila abitanti.

Bar e ristoranti
Restano chiusi bar, ristoranti e gli esercizi di ristorazione. Resta la possibilità di effettuare asporto (i bar fino alle 18, i ristoranti fino alle 22). Autorizzate anche le consegne a domicilio, senza limiti di orario.

Negozi, parrucchieri e centri estetici
Riaprono tutti i negozi, anche l'abbigliamento e le categorie “non essenziali”, che dovranno però chiudere nei giorni festivi e prefestivi se all'interno di centri commerciali e mercati, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie. Riaprono anche parrucchieri, barbieri e centri estetici.

Sport individuali, ma palestre e piscine chiuse
Via libera a passeggiate, giri in bicicletta e attività sportiva – sempre individuali e nel rispetto delle regole di distanziamento e anti-assembramento – che potranno essere svolti sul territorio comunale, compresi aree attrezzate e spazi pubblici. Restano chiuse palestre e piscine.

(Fonte: milano.corriere.it)

Photo Credit: Dipartimento della Protezione Civile-Presidenza del Consiglio dei Ministri via Wikimedia Commons.

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