La Sacra Spina riunisce ancora l'intera Val Brembana: "Un segno forte, mai impositivo"

La ricorrenza della Sacra Spina si è confermata così un appuntamento capace di far convivere la profonda devozione per la reliquia con un'atmosfera gioiosa che ha unito l'intera Val Brembana.
22 Marzo 2026

Come ogni anno, con l'avvicinarsi della Pasqua, San Giovanni Bianco si stringe attorno alla sua reliquia più preziosa: la Sacra Spina. La storia della preziosa reliquia risale al 1495, quando il soldato Vistallo Zignoni la sottrasse dall'accampamento di Carlo VIII di Francia per donarla alla sua parrocchia d’origine. Da allora, il legame tra la comunità e la reliquia è rimasto indissolubile. È la ricorrenza più sentita dai residenti, che per l'occasione addobbano i balconi con le tradizionali luminarie, trasformando il volto del paese. Ma la festa richiama anche migliaia di pellegrini, pronti a giungere in Val Brembana per adorare quella che è venerata come una delle spine della corona di Cristo e per partecipare alle solenni celebrazioni liturgiche.

Ma cosa significa oggi, nel 2026, venerare una reliquia? Don Gianluca Salvi, parroco di San Giovanni Bianco, ci invita a una riflessione profonda: «La Sacra Spina è un segno forte ma mai impositivo. Nella fede deve sempre restare uno spazio di libertà: non si può obbligare nessuno a credere. Il senso di questa celebrazione oggi non è imporre una verità, ma invitare la mentalità contemporanea a fermarsi, a riflettere e a saper andare oltre. È proprio in questo sguardo più profondo che risiede il vero guadagno per l'uomo di oggi.»

Ritornando alla cronaca, il pomeriggio di sabato 21 marzo è iniziato con il Corteo Storico partito dalla chiesa di San Rocco, presso l’ospedale. Accompagnati dagli sbandieratori, i membri del Gruppo Sacra Spina, portatori della prima chiave, hanno raggiunto la parrocchiale, dove si sono uniti alla sindaca Enrica Bonzi e al parroco, custodi rispettivamente della seconda e della terza chiave. Si è proceduto quindi all'apertura del Tabernacolo. Il rito è stato ufficializzato dai tradizionali tre colpi a salve, il segnale che annuncia a tutta la comunità l'inizio dell'esposizione della reliquia.

A presiedere invece la tradizionale processione della domenica pomeriggio per le vie del paese, animata dal Corpo bandistico Cavalier Ghilardi di San Giovanni Bianco, c’era Sua Eccellenza Suetta Monsignor Antonio, vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, accompagnato da numerose Confraternite.

La festa non si è esaurita con i riti religiosi, ma è proseguita per le vie del centro coinvolgendo famiglie, giovani e pellegrini. Il momento più atteso del sabato è stato il consueto spettacolo pirotecnico, che ha illuminato il cielo sopra il paese richiamando centinaia di spettatori. Viale Roma e le aree limitrofe sono rimaste il cuore del divertimento fino a tardi, tra le giostre affollate e le bancarelle di dolciumi.

La ricorrenza della Sacra Spina si è confermata così un appuntamento capace di far convivere la profonda devozione per la reliquia con un'atmosfera gioiosa che ha unito l'intera Val Brembana.

sacra spina processione 2 - La Voce delle Valli

processione sacra spina - La Voce delle Valli

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