Lupi in Val Brembana, l'associazione: "Basta usare la parola 'presunto', i lupi ci sono"

La posizione dell'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali sugli ultimi avvistamenti.
13 Novembre 2025

"La presenza del lupo (Canis lupus italicus) nella provincia di Bergamo non è una novità: è una realtà consolidata, confermata da anni di monitoraggi ufficiali condotti nell’ambito del progetto europeo LIFE Wolfalps EU, dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e dalla stessa Polizia Provinciale di Bergamo", così il dottor Gian Carlo Bosio, veterinario e segretario nazionale dell'Associazione Nazionale per la Tutela dell'Ambiente e della Vita Rurali, in una lettera aperta inviata alla nostra redazione in seguito all'articolo di ieri, mercoledì 12 novembre, dedicato ad un avvistamento a Ornica.

"Le fototrappole - prosegue la missiva - hanno documentato più volte la presenza di un branco stabile nella Conca di Mezzeno (territorio di Roncobello), composto da una coppia riproduttiva e cuccioli, attivo tra l’Alta Val Serina e la Val Brembana. A ciò si aggiungono numerosi filmati e osservazioni certificate a Foppolo, Branzi, San Giovanni Bianco, Camerata Cornello e persino sul viadotto di Sedrina.

Alla luce di questi dati, definire “presunto” un lupo avvistato e filmato nella stessa area geografica appare una scelta linguistica fuorviante. Naturalmente è corretto che le autorità competenti procedano con le necessarie verifiche prima di registrare un avvistamento ufficiale, ma ciò non significa che la presenza del lupo nella zona sia “in dubbio”: significa semplicemente che la singola segnalazione non è ancora formalmente catalogata".

E sul video di Ornica: "Dal punto di vista scientifico e comportamentale, le immagini diffuse mostrano chiaramente le caratteristiche tipiche del lupo appenninico: portamento basso, coda dritta e pendente, proporzioni corporee compatte e andatura elastica — elementi che distinguono facilmente l’animale da un cane inselvatichito.

La prudenza dell’informazione è sempre auspicabile, ma quando i dati sono così numerosi e coerenti, continuare a parlare di “presunti lupi” rischia di alimentare confusione nel pubblico e di sminuire un evento naturale di grande importanza ecologica.

Il ritorno del lupo sulle Orobie è infatti un segnale positivo: testimonia la buona salute degli ecosistemi montani e la capacità delle specie selvatiche di riconquistare spontaneamente spazi da cui erano scomparse da decenni. Un’informazione più corretta e scientificamente fondata aiuterebbe a costruire una convivenza più consapevole, basata su dati e conoscenza, non su suggestioni o sospetti".

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