Manifestazione Paladina-Sedrina: "Tanti sindaci, pochi cittadini. La gente non la vuole"

All'indomani della manifestazione per la realizzazione della Paladina-Sedrina, che visto scendere in strada centinaia di cittadini, arriva la missiva del Comitato "Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo".
5 Ottobre 2026

All'indomani della manifestazione per la realizzazione della Paladina-Sedrina, sostenuta dalle amministrazioni comunali della Valle Brembana e da alcuni Comuni dell'hinterland e della Valle Imagna, che ha visto scendere in strada centinaia di cittadini, arriva - come ormai di consueto - la missiva del Comitato "Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo". "È ormai da diverso tempo che il nostro Comitato "Salviamo il Parco dei Colli di Bergamo" si è attivato per contrastare il progetto della Paladina-Sedrina - esordisce il comunicato -In più occasioni ci siamo confrontati con i cittadini per capire la loro posizione su questo progetto e, dai nostri incontri, la maggior parte si è dichiarata nettamente contraria. La nostra percezione è che esista una forte discrepanza tra la volontà politica e quella dei cittadini.

Dopo la manifestazione a Villa d'Almè di sabato 3 ottobre, ne abbiamo la certezza. Molti erano i sindaci e i politici presenti, molto meno, in proporzione, il numero di cittadini. Una diffusa e ferma opposizione all'intervento trova peraltro ampio riscontro anche nel dibattito sulle piattaforme social. Infine, il netto divario emerso dal confronto tra le due petizioni popolari conferma la prevalenza dei contrari all'opera, un risultato ancor più significativo se si considera che la petizione del "No" è sostenuta da semplici cittadini, privi della capacità di influenza mediatica di cui dispongono i promotori del "Sì".

Sicuramente il problema del traffico va affrontato e la Valle Brembana ha diritto a delle soluzioni rapide. Proprio per questo ribadiamo che il progetto portato avanti dalla Provincia è sbagliato. Solo per il fatto che la Paladina-Sedrina sarà utilizzabile unicamente quando tutto il tracciato sarà terminato e collaudato – quindi con minimo 15/20 anni d'attesa – non rappresenta una risposta alle impellenti necessità della Valle.

Al contrario, la riqualificazione dell'attuale asse Curno-Villa d'Almè, possibilmente a quattro corsie, consentirebbe di procedere per lotti funzionali distinti, progressivamente utilizzabili subito dopo la conclusione dei singoli interventi. Tale opzione garantirebbe una sensibile riduzione dei costi e dei tempi di realizzazione. Le moderne tecnologie consentono di operare con bassissime interferenze anche su tratti ad alta densità di traffico. Parallelamente, si rende necessario il prolungamento del tracciato della linea tramviaria TEB T2 fino al comune di Zogno.

Come disse un esperto di trasporti: non esiste una soluzione unica al problema del traffico, ma ci vogliono una pluralità di proposte integrate. Occorre quindi che le amministrazioni locali orientino la propria azione nella giusta direzione. Purtroppo la lungimiranza che la Provincia ha dimostrato negli anni '60, quando aveva già previsto ed acquistato il sedime per le quattro corsie della Dalmine-Villa d’Almè, si è nel tempo volatilizzata.

Con una delibera lo scorso luglio, la Provincia ha disposto la vendita della fascia di pertinenza stradale non ancora utilizzata per la seconda corsia. Nonostante il Presidente della Provincia abbia precisato che si procederà ad un eventuale esproprio in caso di necessità, si constata con grande rammarico come l’impegno di chi ci amministra sia fortemente orientato a eliminare le vie di sviluppo più logiche, pratiche e immediate. Confidiamo, pertanto, che la saggezza popolare e il senso di responsabilità delle comunità locali possano infine prevalere e far sentire con sempre maggiore forza la propria voce nelle scelte programmatiche del territorio".

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