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Nasce il docufilm sull'eccidio di Cornalba: "Per non dimenticare la memoria dei partigiani"

Cornalba si prepara a ricordare le vittime dell’eccidio del ’44. Si chiamerà “La mitraglia sul campanile. Storia di un eccidio. Cornalba autunno 1944” il docufilm, dalla durata di 30 minuti, che ripercorre i luoghi della tragedia. 
18 Febbraio 2022

Cornalba si prepara a ricordare le vittime dell’eccidio del ’44. Si chiamerà “La mitraglia sul campanile. Storia di un eccidio. Cornalba autunno 1944” il docufilm, dalla durata di 30 minuti, che ripercorre i luoghi della tragedia.

Un po’ di storia: tra il 25 novembre e il primo dicembre di quell'anno, nel corso di vari rastrellamenti ad opera delle forze fasciste, vengono uccisi 15 partigiani della Brigata Giustizia e Libertà “24 maggio”. Le violenze interessano l’abitato di Cornalba, con incendi e saccheggi ai danni degli abitanti. Uno di loro, Lorenzo Carrara, morirà due anni in seguito alle torture a cui era stato sottoposto in quei giorni di fine novembre.

Per ricordare tutti questi avvenimenti, la sezione ANPI Valle Brembana, intitolata a Giuseppe Giupponi, organizza giornate di commemorazione e di recupero dei luoghi della Resistenza. “A Cornalba in particolare ci impegniamo in due direzioni: realizziamo visite guidate sui luoghi dell’eccidio, nel centro storico del paese o un’escursione lungo il sentiero partigiano fino al rifugio sul Monte Alben” spiega Bruno Bianchi, volontario. “Dall’altro, lavoriamo nel recupero dei luoghi della memoria con interventi di manutenzione di installazione di targhe per ricordare persone e gatti di quel periodo storico”.

Con l’arrivo della pandemia, ecco che si presenta la necessità di tramandare e far conoscere la memoria anche senza le visite guidate. Nasce così l’idea del docufilm. “Lo abbiamo presentato per la prima volta a San Giovanni lo scorso novembre. Ora l’obiettivo è quello di raggiungere i giovani e di portarlo nelle scuole, perché i ragazzi conoscono poco questo periodo storico e a volte lo conoscono in modo distorto”.

L’obiettivo è dunque quello di entrare in contatto con i giovani, attraverso un percorso didattico modulare e l’utilizzo di metodi nuovi. “Avviamo pensato a strumenti innovativi e linguaggi diversi che ci mettano in sintonia con le nuove generazioni”

 

 

Fonte: L'Eco di Bergamo
Foto: L'Eco di Bergamo

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