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Ne servono 12, rispondono in 250: artigiani di Bergamo al lavoro all'ospedale da campo - FOTO

Una cordata al lavoro senza sosta per poter aprire l’ospedale il prima possibile e dare una boccata di ossigeno alle aziende ospedaliere al collasso
30 Marzo 2020

La “chiamata” è arrivata lunedì pomeriggio via mail dagli alpini a Confartigianato Imprese Bergamo: “Abbiamo bisogno di posatori di pareti e imbianchini per rispettare i tempi di apertura dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo”. La risposta non si è fatta attendere. Attraverso Confartigianato Bergamo, la mattina dopo, in cantiere c’erano più di 200 artigiani: muratori, carpentieri, cartongessisti, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas e elettricisti specializzati, tutti in prima linea, a titolo gratuito, nel cantiere dell’ospedale, coordinati dagli alpini in squadra insieme ai volontari e ai lavoratori delle imprese alle quali sono affidati i lavori.

Una cordata al lavoro senza sosta per poter aprire l’ospedale il prima possibile e dare una boccata di ossigeno alle aziende ospedaliere al collasso. Con 142 posti letto, dei quali 72 destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi sta uscendo dalla fase critica del Covid-19, l'ospedale da campo che sarà gestito dall’azienda ospedaliera Papa Giovanni è quasi pronto e verrà consegnato entro la fine di questa settimana.

Spiega il Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo, Giacinto Giambellini: “I nostri artigiani stanno collaborando tutti in forma assolutamente gratuita, lavorando senza sosta. Il direttore logistico del Gruppo Intervento Medico Chirurgico Ospedale da Campo - Fondazione A.N.A Onlus, Antonio TONARELLI, ci ha chiamato perché mancavano posatori, cartongessisti, sigillatori e imbianchini per montare le pareti in legno e noi siamo arrivati in 250 garantendo 10 mila ore di lavoro per un contributo economico importante.

Un grande orgoglio artigiano quello delle imprese bergamasche che stanno fronteggiando l’emergenza da Coronavirus con grande senso di responsabilità, impegnandosi a rispettare i vincoli imposti dalle Istituzioni e attrezzandosi con tutti gli strumenti necessari per tutelare dipendenti, clienti e fornitori. Un contributo di enorme valore per i nostri artigiani. L’emergenza da Coronavirus è anche economica, oltre che sanitaria. Sono 30.408 le imprese artigiane registrate nella bergamasca, che danno lavoro a quasi ottantamila persone e rappresentano il motore economico della nostra provincia, oggi in ginocchio ma sempre pronte a rispondere e ad agire”.

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