Entrando nello showroom del Laboratorio del Carmine, in via Antonio Locatelli a Zogno, si percepisce immediatamente la consistenza di una storia che profuma di stoffa, di dedizione operosa e di quel saper fare tipicamente brembano che ha saputo resistere alle burrasche del tempo e della globalizzazione. Nota anche attraverso il prestigioso brand Camicie Del Carmine – Laboratorio del Carmine 1969, questa realtà rappresenta oggi l'ultimo vero baluardo della grande tradizione manifatturiera di confezione nella zona, un'eccellenza della camiceria sartoriale d'alta gamma interamente Made in Italy che affonda le sue radici in oltre mezzo secolo di passione familiare.
Tutto ebbe inizio nel lontano 1969 per mano della famiglia Ruch, in un contesto valligiano profondamente diverso da quello attuale, come racconta Tommaso Ruch, oggi alla guida commerciale e produttiva dell'azienda: “Nel sessantanove si preparavano i cosiddetti fazzoletti militari, perché la manifattura in Valle Brembana veniva spesso intercettata per conto dell’Esercito; il nonno gestiva la parte amministrativa e strategica, ma era la nonna ad essere totalmente impegnata e immersa nella produzione vera e propria”.
Da quel nucleo originario sono passate ben tre generazioni, un testimone prezioso transitato di mano in mano e che oggi vede Tommaso collaborare strettamente con il padre Paolo. “Il mio percorso iniziale era in verità diverso, ho studiato Design al Politecnico di Milano con l'idea di lanciarmi nel mondo della progettistica, ma dopo la tempesta del Covid, spinto anche dalle necessità del momento, ho iniziato a muovere i primi passi qui in azienda, accettando l'incarico; da lì è stato un continuo e naturale crescendo di responsabilità, fino a diventare l'attuale responsabile commerciale e della produzione”, spiega ancora Tommaso, evidenziando quel connubio perfetto tra lo stile contemporaneo appreso negli studi e il savoir-faire artigianale ereditato dagli avi.
Oggi l'azienda offre un'ampia proposta che spazia dai modelli classici per uomo e donna fino ai pigiami e alla raffinata linea per bambini, sebbene l'ufficio stilistico interno si sia spinto ormai a produrre un po’ di tutto, compresi ricercati abiti femminili e collezioni stagionali ready-to-wear che si affiancano alla linea permanente dei grandi classici, il vero fiore all'occhiello della struttura resta tuttavia il servizio del "su misura", un'esperienza totale e personalizzata che permette un controllo assoluto su ogni minimo dettaglio, dalla misurazione sul corpo o sul modello di una camicia esistente grazie al supporto di una sarta specializzata, fino alla scelta minuziosa tra fili, accessori, bottoni e un immenso catalogo che vanta oltre migliaia di tessuti diversi.
“Si tratta di una realtà profondamente e intimamente artigiana, basti pensare alla straordinaria competenza delle nostre maestranze e alla cura quasi maniacale con cui vengono tagliati i singoli capi”, sottolinea Tommaso, aggiungendo che “il periodo compreso tra maggio e giugno rappresenta la nostra punta massima di lavoro, complice la stagione delle cerimonie, in cui arriviamo a produrre circa duecento camicie su misura a settimana; d'altronde, la manifattura di una sola camicia richiede ben settanta passaggi distinti, di cui quindici dedicati esclusivamente alla perfezione del colletto, con ogni singola postazione della nostra officina che si occupa rigidamente di un solo passaggio produttivo. Quando un cliente si siede da noi, oltre ad attingere a circa mille prodotti finiti, si trova davanti a una scelta di tessuti monumentale, ed è qui che il nostro ruolo diventa cruciale: nel su misura, se ci prendi gusto, non smetti più, ma sta a noi imboccare il cliente e guidarlo a seconda della sua corporatura e delle sue esigenze, altrimenti si ritroverebbe smarrito davanti a un simile oceano di opzioni. Deve esserci sempre una risposta estetica che sposi il suo gusto personale, e per questo il nostro è anche un profondo lavoro psicologico, oltre che di pura memoria visiva”.
Quest’eccellenza non è passata inosservata ai grandi colossi della moda internazionale: il Laboratorio del Carmine lavora infatti stabilmente per prestigiose griffe di lusso ad alto grido, realizzando, ad esempio, la celebre collezione di camiceria per bambino e bambina di Dolce & Gabbana, linee di pigiameria in seta per noti marchi mondiali e collaborazioni di altissimo livello con brand del calibro di Zegna, Tom Ford e Gucci, portando i manufatti di Zogno direttamente sui palcoscenici più esclusivi, ai gala internazionali, nei circuiti dell'NBA e indosso a celebri calciatori.
Il cuore pulsante di questo miracolo industriale è composto da trentacinque dipendenti, prevalentemente donne ma con una qualificata presenza maschile, il cui novantacinque per cento proviene proprio dai paesi della Valle Brembana; un legame simbiotico che Tommaso coltiva quotidianamente conoscendo la storia di ciascuno di loro, a dimostrazione di un clima umano straordinario che si riflette anche nella formazione dei giovani, ospitando ogni anno tra i dodici e i quindicesimi stage da scuole tessili bergamasche, con molte ragazze che scelgono persino di tornare a lavorare durante i mesi estivi.
“Ciò che ci preme sottolineare con orgoglio e una punta di commozione è che ci troviamo in una valle che fino a trenta o quaranta anni fa contava trenta o quaranta laboratori attivi, mentre oggi noi siamo rimasti gli unici, laddove in Valle Imagna non ne è rimasto addirittura nessuno; siamo l’ultimo laboratorio di confezione sopravvissuto in prossimità, ed è un bell’onere oltre che una bellissima responsabilità”, confessa Tommaso.
A fargli eco, con la saggezza di chi vive l'officina da ben quarantadue anni rispetto ai quattro del figlio, è il padre Paolo Ruch, che riavvolge il nastro dei ricordi testimoniando l'evoluzione del mercato: “Nel corso di questi decenni è cambiato tutto in modo radicale, e la nostra vera svolta strategica è stata l'intuizione di puntare sul su misura negli anni Ottanta; se ripenso al motivo per cui ho imboccato questa strada e a come sono arrivato fin qui, è perché ho sempre tenuto fermo il punto sulle ragioni iniziali e sul valore profondo di questo mestiere. Naturalmente, da quando c’è mio figlio Tommaso in azienda abbiamo sviluppato una visione decisamente più sinergica che ci permette di prendere decisioni molto più rapide, un fattore vitale se consideriamo che negli ultimi anni il settore ha subìto un'accelerazione pazzesca.
Un tempo si lavorava con ordini programmatici ricevuti con mesi d’anticipo e avevi tutto il tempo per pianificare con calma la produzione, mentre oggi tutto è diventato frenetico, le imprese vogliono correre meno rischi possibili e il modo di operare è quasi schizofrenico, con il cliente che passa gli ordini all’ultimo momento pretendendo tempi di consegna velocissimi. Le tempistiche si sono strette a dismisura, ma la nostra forza sta nel fatto che l'azienda è profondamente unita da solidi rapporti umani; per governare processi così complessi occorre una lettura univoca, serve un clima sereno e positivo, e questo è un pregio assoluto che ci viene riconosciuto dagli stessi committenti internazionali, compresi i clienti esteri che da ogni parte del mondo, dalla California o da Miami fino a Londra, partono regolarmente per venire a trovarci fin qui, nel cuore delle nostre valli”.






