Anche Gloria Benedetti, 47enne istruttrice di nuoto di Almenno San Salvatore, tra le allenatrici della nazionale di nuoto paralimpico ai Mondiali in programma dal 21 al 27 settembre a Singapore. "Il nuoto fa parte della mia vita da sempre - ci racconta - Ho iniziato i corsi tradizionali da bambina per finire, dopo pochi mesi, nella squadra agonistica di Bergamo, nuotando per la Rari Nantes di Torino fino ai 18 anni. Poi, con l'inizio dell'università, ho lasciato l'agonismo e ho iniziato a lavorare nei centri natatori, prima come assistente e in seguito come istruttrice".
È proprio il contatto con la piscina che permette a Gloria di scoprire l'Asd PHB Polisportiva Bergamasca ODV, associazione che promuove l'attività sportiva per persone con disabilità: "È stato subito amore: in quella dimensione potevo unire la passione per il nuoto con il desiderio di fare volontariato. Ho iniziato come operatrice nel settore amatoriale per diventare poi allenatrice e responsabile tecnico della squadra agonistica. Sono passati più di 20 anni e vesto ancora questa maglia con orgoglio".
La chiamata per far parte dello staff tecnico Nazionale è stata un po' una sorpresa. Benedetti, in precedenza, aveva già ricoperto questo ruolo nel quadriennio 2005-2008, e ha riflettuto molto attentamente prima di accettare nuovamente l'importante incarico: "Da una parte ero lusingata, occasioni così non si ripetono facilmente. Dall’altra ero preoccupata per la mole di lavoro che si sarebbe aggiunta. Oggi lavoro come educatrice in una scuola secondaria a Bergamo, alleno la squadra della PHB e ho due figlie: la logistica familiare rispetto a 15 anni fa è completamente cambiata. Alla fine, grazie al supporto della mia famiglia ho deciso di accettare questo incarico. È una sfida, ma la passione per il nuoto mi dà la forza di affrontarla".
Nei giorni scorsi, la coach Benedetti è stata a Istanbul con la nazionale giovanile, impegnata ai Campionati Europei: una sorta di "prova generale" in vista dei Mondiali di settembre con la nazionale maggiore. Nata e cresciuta a Bergamo, Benedetti 6 anni fa si è trasferita ad Almenno San Salvatore, poco prima che nascesse la sua prima figlia: "Qui vivo semplicemente come una mamma, senza legami professionali con il territorio, ma con un forte senso di appartenenza".
Ma come si prepara una squadra così importante per i Mondiali di Singapore?"Gli atleti della Nazionale, come accade per i normodotati, si allenano quotidianamente nei rispettivi club. A noi spetta il compito di monitorare la preparazione atletica attraverso un confronto costante con i tecnici delle Società di appartenenza e durante i ritiri per toccare con mano, e valutare da vicino, lo stato di forma degli atleti. Le convocazioni si basano su un'analisi ed un attento studio della ranking internazionale al fine di conoscere i potenziali avversari ed individuare per ogni Azzurro distanze e specialità da preparare nelle quali risultano più competitivi".
Lo staff tecnico Azzurro è stato composto ex-novo lo scorso aprile (a stagione avviata), in seguito al cambio dei vertici federali, e ha un compito complesso ma stimolante: "Il nostro obbiettivo principale è guadagnarsi la fiducia degli atleti e dei rispettivi tecnici, conoscere le esigenze di ognuno al fine di accompagnarli in questa prova importantissima nel migliore dei modi. L’Italia del nuoto paralimpico è campione del mondo in carica, raccogliamo quindi un’eredità importante, sarà nostra premura continuare il lavoro nel migliore dei modi per restare ai vertici del panorama internazionale!".
Un team talentuoso, spiega l'almennese, che ha bisogno di attenzione per ogni atleta, dai veterani e famosi alle giovani promesse neo convocate. In questi due mesi, lo staff ha monitorato nuovi profili in crescita, puntando a garantire un ricambio generazionale in vista delle Paralimpiadi di Los Angeles 2028. Gloria è da sempre legata all'Asd PHB Polisportiva Bergamasca ODV, una realtà che considera come una casa: "In PHB ho fatto della mia passione un lavoro e di questo ne sarò sempre grata. Lavorando con un'utenza ampia per età e disabilità, sono potuta crescere professionalmente e umanamente. Ho imparato ad adattare le nuotate, personalizzare gli allenamenti e valorizzare ogni atleta in base alle sue caratteristiche".
Tra i 31 Azzurri convocati ai Mondiali di Singapore c'è anche Letizia Milesi, originaria di Roncobello, atleta che Gloria segue personalmente all'interno del team Asd PHB Polisportiva Bergamasca ODV di Bergamo: "Leti è una macchina da guerra. Passione, costanza e determinazione: ha tutto quello che un allenatore sogna. Ricordo la prima telefonata, tre anni fa: era timorosa, così l’ho invitata in piscina e, da lì, è nato un legame fortissimo. Prima dell’incidente praticava danza: abbiamo lavorato sulla tecnica e sul suo nuovo modo di vivere l’acqua. Il talento era evidente fin dal primo giorno. La strada non è stata facile, tra pause forzate e tempi dettati dai protocolli internazionali, ma non abbiamo mai smesso di crederci! Vederla indossare la maglia azzurra è stata una soddisfazione indescrivibile. Vivere questa avventura insieme sarà un altro capitolo importante". Per un atleta, la presenza di un tecnico che lo conosce bene è un supporto prezioso: "Il legame costruito nel tempo dona sicurezza e stabilità. Fidarsi non è mai facile, per nessuno. Ma quando c'è empatia e fiducia reciproca, il lavoro acquista un valore ancora più profondo. Singapore sarà preziosissimo".
Alla domanda su cosa vorrebbe trasmettere a nome della PHB e del movimento paralimpico bergamasco, Gloria risponde con convinzione: "Il nuoto è uno sport meraviglioso, adatto a chiunque, indipendentemente dalla disabilità. Ha un enorme valore educativo: costruisce fiducia, insegna autonomia, lavora sull'accettazione di sé. Sono valori fondamentali per tutti, nessuno escluso".
Invece sui valori che riceve ogni giorno dai suoi atleti, dentro e fuori dalla vasca: "Ogni atleta ha una storia fatta di gioie e dolori. In una società come la nostra che parla di inclusione, ma spesso fatica a metterla in pratica, i miei ragazzi dimostrano ogni giorno determinazione, autoironia e voglia di superarsi. Io, da loro, imparo ogni giorno e ne sono grata".
Ma c’è un momento particolare, un’emozione forte o un ricordo che Benedetti si porta nel cuore da questa esperienza con la FINP o con la PHB? "Potrei scriverne mille... ogni obbiettivo posto, costruito e poi ottenuto ha generato emozioni: dal superamento della paura dell’acqua di Silvia al bronzo che vinse poi agli Europei, dall’autonomia in acqua di chi esce dall’unità spinale all’oro paralimpico vinto a Pechino nel 2008 da Maria. Sono davvero fortunata, il mio è un mestiere meraviglioso!!". Infine, un consiglio a chi vorrebbe avvicinarsi allo sport paralimpico, da atleta o da tecnico: "Qualunque sia la tua motivazione, buttati! Mettiti in gioco: vivrai un'esperienza a 360 gradi che ti arricchirà profondamente. Ti aspettiamo".






