Ci sarà anche il nostro giornalista Giambattista Gherardi - a cui vanno i complimenti di tutta la redazione - tra i tedofori dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Il viaggio della Fiamma Olimpica inizierà il 26 novembre 2025 a Olimpia, con la tradizionale accensione. Il suo percorso italiano si avvierà, invece, il 6 dicembre 2025, da Roma, fino ad arrivare a Cortina d'Ampezzo il 26 gennaio e a Milano il 6 febbraio, dove si svolgerà la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici a San Siro. In totale saranno toccate 60 città per 12mila chilometri in 63 giorni e si scambieranno la fiaccola 10.001 tedofori. Tra questi, appunto, anche il nostro Gherardi. La tappa bergamasca sarà il 2 febbraio 2026.
Classe 1966, Gherardi vive a Gandino (in Valle Seriana) dalla nascita, ma ha profonde radici brembane, a Moio de’ Calvi, paese d’origine di papà Egidio e mamma Orsola. A Moio, dal 2004 al 2009, è stato anche sindaco. “Portare la Fiamma Olimpica – spiega Gherardi – significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto. Il tuo impegno, la tua storia e i valori che rappresenti ci hanno convinti che sei la persona giusta per questo onore unico.
Quando l’ho preannunciato ad amici e collaboratori nelle ultime settimane le reazioni sono state le più disparate: tanti giustificati sorrisi ironici (“e tu saresti un atleta?”), ma anche e soprattutto attestazioni di stima. Il pensiero corre (quello sì) alle comunità che vivo, rappresento e racconto, a chi mi affianca nella vita, nel lavoro e negli impegni istituzionali, a chi apprezza il mio impegno e le mie passioni. Appena possibile preciserò data, luogo, orari e modalità. A tutti e ciascuno, a chi magari guarderà dal cielo, dedico questo inaspettato onore, condividendo da subito il legittimo orgoglio di poter dire I carry the flame".
"Nostro collaboratore praticamente dalla prima ora - dichiara il direttore de La Voce delle Valli, Marco Locatelli - Giambattista ha sempre prestato la sua penna al nostro giornale con passione, precisione e serietà. Il suo importante contributo nel raccontare e promuovere le nostre valli lo rende un vero araldo bergamasco. Chapeau, Giamba!"





