È stata presentata oggi, giovedì 20 luglio, nel corso di un incontro promosso dall'ASST Papa Giovanni XXIII con la presenza dell’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, la rete dei servizi territoriali che fanno capo al Distretto Valle Brembana, Valle Imagna e Villa D’Almè.
Una rete moderna, integrata e sempre più vicina ai cittadini, che si declina nell'Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco e nelle Case di Comunità di Zogno, Villa d'Almè e Sant'Omobono Terme, strutture che rappresentano oggi il fulcro dell'assistenza territoriale per la Valle Brembana e la Valle Imagna.
L'iniziativa ha consentito di fare il punto sul percorso di sviluppo della rete sociosanitaria territoriale, realizzata grazie agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e a finanziamenti di Regione Lombardia, e di illustrare i servizi oggi disponibili nelle quattro strutture, che operano in stretta integrazione con i Medici di Assistenza Primaria, i Pediatri di Libera Scelta, gli Enti locali e il Terzo Settore.
Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco
L'Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco rappresenta un contesto intermedio tra il domicilio e il ricovero ospedaliero per acuti. Grazie a un investimento PNRR di 1 milione e 699 mila Euro, la struttura è stata ampliata e oggi dispone di 20 posti letto, il doppio rispetto alla dotazione iniziale. I lavori hanno interessato la completa riqualificazione degli spazi, con nuove camere di degenza dotate di servizi igienici dedicati, nuovi impianti tecnologici, sistemi di climatizzazione e attrezzature per la movimentazione dei pazienti, migliorando comfort, sicurezza e qualità assistenziale.
La struttura accoglie persone che non necessitano di cure ospedaliere per acuti, sia a seguito di dimissione ospedaliera sia a causa di riacutizzazione, al domicilio, della propria condizione clinica, che richiedono assistenza infermieristica, monitoraggio clinico, riabilitazione o un percorso di accompagnamento al rientro a casa. La gestione è prevalentemente infermieristica nel contesto di un'équipe multiprofessionale composta anche da medici, fisioterapisti, assistenti sociali e operatori socio-sanitari. L'accesso è possibile sia dopo una dimissione ospedaliera sia direttamente dal territorio, su indicazione dei Medici di Assistenza Primaria o dei servizi territoriali.
Casa di Comunità di Zogno
La Casa di Comunità di Zogno è stata completamente riqualificata grazie a un finanziamento PNRR di 1 milione e 530 mila euro. L'intervento ha interessato il consolidamento strutturale dell'edificio, il miglioramento dell'isolamento e dell'efficienza energetica, il rifacimento degli impianti e la redistribuzione degli spazi interni, restituendo al territorio una sede moderna e funzionale che ospita anche la Centrale Operativa Territoriale di riferimento per la Valle Brembana.
La Casa di Comunità, sita nella piazza centrale del paese, nelle immediate adiacenze del Comune, si compone di due corpi di fabbrica: un edificio storico risalente al Cinquecento e un fabbricato del 1925, conosciuto come ex Casa del Fascio. Quest’ultimo, successivamente divenuto sede degli uffici della scuola comunale e della caserma dei Carabinieri, è di proprietà del Comune di Zogno, che lo ha concesso in comodato d’uso gratuito all’ASST Papa Giovanni XXIII.
La Casa di Comunità, vissuta da un’équipe multiprofessionale composta da personale sanitario, sociale e amministrativo e aperta, 7 giorni su 7, con presenza medica h24 e infermieristica h12, riunisce numerosi servizi territoriali: Punto unico di accesso (PUA), Centro Unico Prenotazioni (CUP), scelta e revoca del medico, servizio di assistenza protesica, fornitura di presidi di assorbenza per incontinenza, Ufficio Invalidità Civile, punto prelievi, Ambulatori Infermieristici Territoriali, Infermieri di Famiglia e di Comunità, Continuità Assistenziale (ex guardia medica), Ambulatorio Medico Territoriale, Servizio vaccinale, Servizio sociale, Ambulatori specialistici per varie specialità cliniche ad elevata prevalenza (cardiologia, oculistica, epatologia e gastroenterologia, neurologia, reumatologia, etc), Servizi diagnostici (Radiologia domiciliare, Elettrocardiogramma, etc.), Ambulatori SerD, Psicologia di Casa di Comunità e delle Cure Primarie, NeuroPsicologia, Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza, certificazioni per gravidanze a rischio, consegna referti, esenzioni, servizi legati alla tessera sanitaria (smarrimento, PIN/PUK) assistenza all'estero. Inoltre vi sono spazi dedicati alla collaborazione e alla coprogettazione con l’Ambito Territoriale Sociale, gli Enti del Terzo Settore e la comunità.
Casa di Comunità di Sant'Omobono Terme
La Casa di Comunità di Sant'Omobono Terme è stata completamente riqualificata grazie ai finanziamenti del PNRR e di Regione Lombardia, per un investimento complessivo di 2 milioni e 853 mila Euro. I lavori hanno previsto l'adeguamento antisismico dell'edificio e la realizzazione di un sopralzo che ha consentito di ricavare circa 630 metri quadrati di nuovi spazi, destinati a cinque nuovi ambulatori territoriali, al nuovo polo di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, a un'area consultoriale completamente rinnovata con spazio dedicato all'allattamento, oltre a nuovi uffici e sedi per le associazioni di volontariato, la comunità e l’Ambito Territoriale Sociale. Al piano terra sono stati inoltre migliorati comfort e sicurezza con nuovi spogliatoi, il rifacimento dell'impianto di climatizzazione e interventi di efficientamento energetico grazie all'installazione di un impianto fotovoltaico.
La struttura rappresenta il punto di riferimento per la Valle Imagna e garantisce la presenza medica h24 e l’infermieristica h12, 7 giorni su 7, nel contesto di un’équipe multiprofessionale in cui figurano anche altri professionisti sanitari, assistenti sociali e personale amministrativo. I servizi offerti consistono in: Punto unico di accesso (PUA), Centro Unico Prenotazioni (CUP), scelta e revoca del medico, servizio di assistenza protesica, fornitura di presidi di assorbenza per incontinenza, punto prelievi, Ambulatori Infermieristici Territoriali, Infermieri di Famiglia e di Comunità, Continuità Assistenziale (ex guardia medica), Ambulatorio Medico Territoriale, Servizio vaccinale, Servizio sociale, Ambulatori specialistici per varie specialità cliniche ad elevata prevalenza (diabetologia, epatologia e gastroenterologia, neurologia, reumatologia, etc), Servizi diagnostici (Radiologia domiciliare, Elettrocardiogramma, etc.), Ambulatori SerD, Psicologia di Casa di Comunità e delle Cure Primarie, NeuroPsicologia, Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza, Consultorio familiare, certificazioni per gravidanze a rischio, consegna referti, esenzioni, servizi legati alla tessera sanitaria (smarrimento, PIN/PUK) assistenza all'estero. Lo spazio esterno della Neuropsichiatria infantile, ricavato nel cavedio della struttura, è stato decorato da serigrafie prodotte e donate da Luigi Bonomelli, socio dell’Associazione Nepios.
Casa di Comunità di Villa d'Almè
La sede di via Roma è stata oggetto di un importante intervento di ristrutturazione finanziato con risorse PNRR per 1 milione e 530 mila Euro. I lavori hanno riguardato il miglioramento antisismico dell'edificio, il rifacimento degli impianti elettrici, l'installazione dell'impianto di climatizzazione, l'adeguamento antincendio, la riqualificazione dell'area di accoglienza e il restauro della facciata. L'obiettivo dell'intervento è stato adeguare un edificio storico agli standard previsti per le nuove Case di Comunità, creando spazi moderni e idonei a ospitare servizi sanitari territoriali integrati, compresa la Centrale Operativa Territoriale (COT), valorizzando la struttura esistente
La struttura offre un'ampia rete di servizi di prossimità, garantita da un’équipe multiprofessionale composta da personale sanitario, sociale e amministrativo. In particolare, 7 giorni su 7, è garantita la presenza medica h24 e infermieristica h12. Tra i servizi figurano: Punto unico di accesso (PUA), Centro Unico Prenotazioni (CUP), scelta e revoca del medico, servizio di assistenza protesica, fornitura di presidi di assorbenza per incontinenza, punto prelievi, Ambulatori Infermieristici Territoriali, Infermieri di Famiglia e di Comunità, Continuità Assistenziale (ex guardia medica), Ambulatorio Medico Territoriale, Servizio vaccinale, Servizio sociale, Psicologia di Casa di Comunità e delle Cure Primarie, Ambulatori specialistici per varie specialità cliniche ad elevata prevalenza (diabetologia, epatologia e gastroenterologia, Medicina fisica e riabilitativa, Geriatria, etc), Servizi diagnostici (Radiologia domiciliare, Elettrocardiogramma, etc.), certificazioni per gravidanze a rischio, consegna referti, esenzioni, servizi legati alla tessera sanitaria (smarrimento, PIN/PUK) assistenza all'estero. Inoltre sono previsti spazi dedicati alla collaborazione e alla coprogettazione con l’Ambito Territoriale Sociale, gli Enti del Terzo Settore e la comunità.
"Non è mai scontato arrivare all'inaugurazione di nuove strutture sanitarie – ha spiegato l’assessore Guido Bertolaso –. Qui tutte le componenti del territorio hanno saputo mettere insieme competenze, professionalità e responsabilità istituzionali: quando si lavora davvero come una squadra, i risultati si vedono. Questa è anche la dimostrazione concreta di cosa significhi il modello One Health: una sanità che mette in rete ospedale, territorio e servizi di prossimità. Ne fanno parte il nuovo Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco e le Case di Comunità inaugurate oggi, che rappresentano un presidio vivo, soprattutto nelle aree montane. Una Casa di Comunità aperta, curata, illuminata anche la sera può sembrare un dettaglio, ma non lo è. È il segnale concreto che le istituzioni ci sono, che i cittadini non vengono lasciati soli e che esiste un luogo vicino a loro dove trovare risposte, assistenza e ascolto. È un messaggio di vicinanza che vale quanto le tecnologie e i servizi che queste strutture ospitano. Da queste valli arriva un modello di eccellenza: l'ospedale che va incontro alle persone, una sanità di prossimità che porta cure e servizi vicino ai cittadini e che rende l'Asst Papa Giovanni XXIII un punto di riferimento. Per noi, però, il risultato più importante non è l'inaugurazione di un edificio, ma la soddisfazione dei cittadini che qui trovano risposte concrete ai loro bisogni di salute".






