Paladina-Sedrina, l'allevatore Quarteroni risponde ai contrari: "Ambientalisti radicali senza proposte"

"La nostra valle ha bisogno di pragmatismo. Ai giovani, e a chiunque abbia a cuore il futuro di questa terra, dico: la politica non si fa dietro una lettera anonima".
13 Luglio 2026

L'allevatore di Hans Quarteroni di Serina risponde alla lettera di un lettore pubblicata sul nostro giornale nei giorni scorsi, in cui è stata contestata la natura "futuribile" dell'ultimo tratto della Tangenziale Sud, la Paladina-Sedrina, negli occhi di eventuali giovani

"Leggo con attenzione, sulle pagine de La Voce delle Valli, la missiva (anonima) che interviene nel dibattito sulla nuova arteria Paladina-Sedrina - esordisce Quarteroni -. Sento il dovere di replicare, non tanto per spirito di polemica, ma per richiamare il dibattito su binari di maggiore serietà e concretezza.

Innanzitutto, una premessa di metodo: in una discussione che riguarda il futuro di un intero territorio, l'anonimato indebolisce il messaggio. Se si ha a cuore il bene comune, il primo atto di onestà intellettuale è "metterci la faccia". Chi lancia accuse o traccia scenari catastrofici dovrebbe avere il coraggio di presentarsi, di dire chi è, che lavoro svolge, se è un pendolare o uno studente, e che tipo di legame ha con la nostra valle. È davvero un "nuovo residente" o un giovane che, pur vivendo qui, sembra ignorare le dinamiche reali di chi la valle la fa vivere ogni giorno?

La critica mossa sembra ricalcare i dogmi del radical-ambientalismo più astratto, che ignora le esigenze basilari di sviluppo, lavoro e turismo. Affermare che la tangenziale non serva significa chiudere gli occhi davanti alle necessità delle nostre imprese e di quei giovani che, proprio per restare in valle, hanno bisogno di infrastrutture moderne, non di isolamento.

Visto che l'autore della lettera sembra voler utilizzare un approccio estremista, proviamo a seguirlo fino in fondo: se il principio è quello di tutelare il territorio "a ogni costo" contro qualsiasi infrastruttura umana, allora dovremmo forse estendere questo ragionamento a tutti i servizi che la Valle Brembana garantisce generosamente ai centri urbani. Parliamo dell'acqua potabile che sgorga dai nostri monti verso le città, o dell'energia elettrica prodotta dai nostri bacini idroelettrici. Se la visione è quella di una valle-museo, immobile e separata dal mondo, dovremmo forse iniziare a chiudere i rubinetti e staccare la corrente? È un ragionamento estremo, certo, ma è esattamente lo specchio di chi si oppone allo sviluppo senza proporre alternative praticabili che non siano il semplice "no". Detto questo il progetto andrebbe per lo meno conosciuto prima di parlare, anche perché ha importanti mitigazioni ambientali a favore di osservazioni chieste e recepite dai progettisti. 

Ai giovani, e a chiunque abbia a cuore il futuro di questa terra, dico: la politica non si fa dietro una lettera anonima. Esistono sedi deputate, come le elezioni amministrative, dove le idee si trasformano in programmi e si sottopongono al giudizio dei cittadini. Il "giovanotto" che NON firma la lettera si candidi: la democrazia passa per il consenso popolare e per la capacità di farsi carico delle scelte, non per le sentenze anonime. Prima di pretendere di dettare l'agenda, servirebbero argomenti più fondati e meno "campati per aria". La nostra valle ha bisogno di pragmatismo, di collegamenti efficienti e di una visione che permetta alle nostre aziende di crescere e ai giovani di restare, non di retorica che rischia di trasformare la Valle Brembana in un territorio destinato a spegnersi lentamente. Ps: Sosteniamo con forza la raccolta firme popolare".

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenti:
  1. Credo non abbia letto bene la lettera, ne provato a capirne il vero messaggio. Visto che dice di essere una persona pratica, ha analizzato il progetto della Provincia o come molti si fida del pensiero dei politici o altri senza approfondire? Se avesse studiato il progetto forse si sarebbe accorto che sta appoggiando un progetto sbagliato. Se mai troveranno i fondi, dovrà aspettare minimo venti anni per vederlo realizzato e collaudato ( ...che è molto diverso) e si ritroverà in lunghe code in galleria agli incroci con le altre grandi arterie....per poi pensare che forse qualcuno aveva tentato di spiegarlo....
    Carolina Agliardi

  2. sono completamente d'accordo con il signor Quarteroni. Questa valle ha bisogno di essere più pragmatica, deve guardare concretamente al reale e allo sviluppo futuro. Abito a Dossena da qualche anno dopo esserci stato come villeggiante per quaranta, le difficoltà maggiori sono dovute all'aumento considerevole del traffico pesante che crea code interminabili. La soluzione è senz'altro un adeguamento della viabilità. Da parte mia trovo difficoltà quando arrivo alla rotonda dell'Arlecchino dove tutti vogliono passare anche senza rispettare le precedenze. Mi chiedo se non sia il caso di semaforizzare quell'intersezione ed eventualmente chiedo quali siano i problemi per poterlo fare. Sarebbe utile provare a gestire il traffico in quel punto con la Polizia Locale per vedere se sia possibile ridurre le code delle ore di punta.
    grazie per l'attenzione.

  3. Gentile sig Quarteroni. Non va bene l'anonimato. Detto questo l'"anonimo" solleva, a mio parere, una questione di metodo. Un progetto, vecchio di 40 anni (doverano gli amministratori locali?) caduto dall'alto, in sordina, senza confonto con chiunque e ignorando le proposte alternatve (ci sono, ci sono state a varie latutudini) a costi, tempi attuabili velocemente e senza stravolgere il territorio. Si chiama "buon sanso" che, ormai. latita nelle menti obnubilate di questa classe politica. Tutto qua.

  4. C'è poco da dire. Parole sante!!!!! Una replica gentile ed intelligente. Pienamente d'accordo. Non sono della Valle Brembana ma fatemi sapere dove devo firmare

  5. Con la "strozzatura" ormai cronica che blocca il traffico a SGBianco ci sono già idee pragmatiche?...intubare il Brembo e costruirci sopra uno stradone, i cinesi l'avrebbero già fatto!
    L'acqua che disseta le città, è la stessa che imbottiglia la s pellegrino a due euro la bottiglia? .. l 'energia elettrica era meglio tenersela, quantomeno per far funzionare il vecchio trenino che serviva l'intera valle, e alleggerito il traffico.
    Quello si veramente innovativo!
    Luigi 50 anni di valbrembana..malgrado noi.

Ultime Notizie

X
X
linkcross