Pamela Genini, eseguita l'autopsia: ora gli esperti cercheranno il Dna di chi l'ha profonata

Ieri sono state prelevate tracce biologiche sia dal corpo che dalla bara di Pamela Genini al Papa Giovanni XXIII.
9 Aprile 2026

Ieri, mercoledì 8 aprile, sono state prelevate tracce biologiche sia dal corpo che dalla bara di Pamela Genini, la 29enne valdimagnina uccisa a coltellate da Gianluca Soncin lo scorso 14 ottobre a Milano e il cui corpo è stato profanato da ignoti, nel cimitero di Strozza, il mese scorso.

Ora sulle tracce indagheranno i Carabinieri del Ris e gli esperti del laboratorio Labanof (Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli Studi di Milano). L'obiettivo è di estrarre il Dna e verificare la presenza o meno di codici genetici estranei.

Ieri all'esame autoptico, eseguito all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, durato circa 3 ore, anno preso parte i medici legali Matteo Marchesi e Marco Cummaudo, presente anche il medico Antonello Cirnelli, consulente della famiglia.

L'esito dovrà essere redatto entro 90 giorni e sarà fondamentale per aggiungere nuovi elementi agli inquirenti utili a restringere il cerchio attorno ai possibili colpevoli, ad esempio, quando è avvenuta la profanazione e con quali strumenti.

Altri elementi importanti saranno le immagini di videosorveglianza del cimitero di Strozza, dalle cui analisi potrebbero emergere mezzi o persone coinvolte nella profanazione.

Secondo l'ex fidanzato Francesco Dolci, Pamela sarebbe rimasta coinvolta in "un brutto giro, senza rendersene conto. Lei veniva usata da questi imprenditori del crimine. Ho raccontato agli inquirenti molte cose che sicuramente mettono a rischio la mia vita”.

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