Piani dell'Avaro, il pedaggio fa discutere sui social. Il sindaco: "Ogni soldo reinvestito"

"Se noi montanari paghiamo 2,50 € ogni ora per parcheggiare in città, non vedo proprio dove sia il problema nel pagare 3,00 € al giorno per percorrere una strada che conduce al paradiso".
28 Luglio 2026

Torna a far discutere il ticket richiesto per raggiungere in auto i Piani dell'Avaro, a Cusio. A riaccendere il dibattito un articolo de La Repubblica (qua il post su Facebook), che ha inserito la località della Valle Brembana tra le destinazioni naturalistiche dove viene richiesto un contributo per l'accesso, alimentando il confronto tra chi considera il pedaggio uno strumento utile alla tutela del territorio e chi, invece, lo ritiene una limitazione alla fruizione della montagna.

L'articolo in questione ha affrontato il tema dei ticket introdotti da alcune amministrazioni comunali per regolare l'accesso a zone naturalistiche particolarmente frequentate durante la stagione estiva. Una misura che, secondo gli enti locali, punta a contenere l'overtourism e a reperire risorse per la manutenzione e la tutela dell'ambiente. Tra gli esempi citati figurano anche i Piani dell'Avaro, dove è previsto il pagamento di un ticket per percorrere la strada che conduce alla località.

La notizia ha rapidamente acceso il confronto online, con numerosi utenti intervenuti per esprimere opinioni contrastanti. Tra i commenti, Laura Ruffinoni, presidente dell'Associazione OTER e residente a Piazza Brembana, ha scritto: "I parcheggi a pagamento in città vanno bene, mentre far pagare l'accesso ad una strada di montagna con lo scopo di avere i fondi per la sua stessa manutenzione no? Bella logica".

Un altro utente ha invece ricordato che il pedaggio è in vigore da molti anni, sottolineando come chi non voglia pagare possa raggiungere i Piani dell'Avaro a piedi o in bicicletta. Lo stesso ha inoltre auspicato che sistemi analoghi vengano adottati anche in altre località montane.

Ad intervenire sulla questione anche il sindaco di Cusio, Andrea Paleni: "Ogni singolo euro raccolto in questi anni è stato investito in opere per la messa in sicurezza della strada e per lo sgombero neve in inverno. Probabilmente chi fa polemica non ricorda le condizioni della nostra strada prima dell’introduzione del sistema di pagamento. Si sente sempre più di frequente la frase 'la montagna è di tutti', ma in realtà viene tralasciata la seconda parte 'è di tutti solo nel fine settimana e quando c’è il sole'".

È vero che il paesaggio e l’ambiente devono essere a disposizione della collettività - prosegue il primo cittadino -, ma la montagna potrà continuare ad essere bella e attrattiva solo se qualcuno si fa carico dei costi necessari per renderla fruibile a tutti, e se chi lavora in montagna e sugli alpeggi viene messo nelle condizioni di poterlo fare adeguatamente, non sulla base di regole fatte da chi vive nei palazzi di città. E comunque, se noi montanari paghiamo 2,50€ ogni ora per parcheggiare in città, non vedo proprio dove sia il problema nel pagare 3,00€ al giorno per percorrere, 365 giorni l’anno, estate e inverno, una strada che conduce al paradiso a 1.700m di altitudine".

ticket piani avaro - La Voce delle Valli

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