Testo a cura di don Vinicio Carminati, parroco di Cepino e Selino Basso
Qualche anno fa, ha preso piede un’iniziativa che poi negli ultimi anni è cresciuta sempre di più: la collocazione dei presepi lungo il sentiero che parte dal santuario della Cornabusa e raggiunge la parrocchia di Mazzoleni, lungo quello che ormai è diventato il “Sentiero dei Presepi”.
Il presepio, simbolo della Natività, trova nuove forme di racconto quando abbandona gli spazi chiusi delle case e delle chiese per incontrare la natura. È proprio ciò che accade lungo il sentiero dei presepi, un semplice percorso collinare che si trasforma in una narrazione silenziosa della nascita di Gesù, fatta di passi lenti, silenzi, sorprese e meraviglia.
Camminando tra boschi, muretti, radici, saliscendi e tornanti, il presepio non si mostra subito. È nascosto, quasi timido, come se volesse essere cercato. All’improvviso appare: tra le radici di un albero, dentro una nicchia di roccia, su un vecchio ceppo o appeso ad un ramo. Questa apparizione inattesa è forse la sua bellezza più grande: non impone lo sguardo, ma lo attende. Chi cammina non è solo spettatore, ma esploratore, ricercatore (come i re magi) ma anche scopritore.
Ogni presepio racconta una storia diversa. La fantasia e la creatività diventano il filo conduttore del sentiero: c’è chi utilizza materiali naturali raccolti lungo il cammino, chi ricicla oggetti dimenticati, chi reinventa la Natività ambientandola nel proprio paese o nella vita di montagna. Le statuine possono essere minuscole o essenziali, talvolta appena accennate, sono fatte di tanti materiali, di sassi colorati, di intrecci, di legno o di terracotta. L’originalità non è mai fine a se stessa, ma nasce dal desiderio di esprimere qualcosa di personale e autentico.
Il sentiero dei presepi è anche un invito alla lentezza. Ogni passo diventa attesa, ogni curva una possibilità e meraviglia. La sorpresa di scoprire un presepio nascosto educa lo sguardo a cogliere il bello che non si offre subito ma va cercato con attenzione, curiosità e rispetto. In questo modo, il cammino diventa metafora del Natale stesso: il Mistero di Dio che si rivela nella semplicità, nella discrezione, nella bellezza di ciò che è semplice ed essenziale, un mistero che può rivelarsi all’ improvviso, così come lo è stato per i pastori…
Alla fine del percorso non resta solo il ricordo delle opere viste, ma un’esperienza condivisa: quella di una comunità che racconta la propria fede, la propria creatività e il proprio territorio attraverso un sentiero che unisce arte, natura e spiritualità. Un presepio alla volta, quasi senza accorgersene. Per questo motivo, sabato 27 dicembre invitiamo tutti quelli che hanno “creato” il loro presepio lungo il sentiero a partecipare alla celebrazione della messa delle ore 18 nella chiesa di Cepino per una “benedizione speciale”. Vi aspettiamo.



























