Richiami vivi, rinviato il voto della legge che prevede la cattura di 19mila uccelli

La Commissione Agricoltura ha votato a maggioranza il rinvio del voto sul progetto di legge che autorizza la cattura di uccelli selvatici a fini di richiamo per la caccia da appostamento 2026.
9 Settembre 2026

La Commissione Agricoltura, presieduta da Floriano Massardi (Lega), ha votato a maggioranza il rinvio del voto sul progetto di legge che autorizza la cattura di uccelli selvatici a fini di richiamo per la caccia da appostamento 2026.

Il rinvio del voto del documento è stato richiesto dal primo firmatario e Vice Presidente della Commissione Carlo Bravo (FdI): contrari al rinvio solo i Consiglieri del gruppo Lega e Barbara Mazzali (FdI)

Obiettivo del provvedimento era quello di autorizzare la cattura di un contingente massimo di 19mila esemplari, circoscritta alle province di Bergamo (6079 capi), Brescia (10.430), Como (652) Lecco e Sondrio (complessivamente 1483), Mantova (127) e Monza e Brianza (229 capi).

“L’approvazione del provvedimento rivestiva carattere d’urgenza, tenendo conto che la cattura è possibile nel periodo migratorio e quindi massimo fino a fine ottobre - sottolinea il Presidente della Commissione Floriano Massardi -. Pertanto, nei fatti, rinviare la possibilità di effettuare i prelievi di un ulteriore anno rappresenta un grave danno per la categoria venatoria e in particolare per i migratoristi lombardi, in una situazione allo stato attuale già fortemente deficitaria per la carenza di uccelli da richiamo disponibili. Spiace che alla fine -conclude Massardi- non ci sia stata la volontà politica di portare fino in fondo il provvedimento e di approvarlo”.

Il progetto di legge stabiliva che la pratica dovesse essere effettuata esclusivamente attraverso impianti fissi autorizzati a reti verticali (cosiddetti roccoli) e che ogni esemplare catturato venisse identificato con un anello inamovibile.

I consiglieri regionali del Gruppo Lega componenti della VIII Commissione ‘Agricoltura, Montagna e Foreste’ di Regione Lombardia, al termine della seduta dedicata al PDL n. 173: “Parliamo di una pratica profondamente legata alla storia e alle tradizioni rurali lombarde, esercitata all’interno di un quadro normativo preciso e con modalità selettive, attraverso impianti e operatori sottoposti a controlli. I roccoli rappresentano inoltre un patrimonio ambientale e paesaggistico che caratterizza da secoli soprattutto i nostri territori montani”.

“Il provvedimento avrebbe consentito la cattura di tordo bottaccio, merlo, tordo sassello e cesena per la cessione come richiami vivi ai cacciatori da appostamento, nel rispetto di contingenti definiti e delle normative vigenti”.

“Dispiace che davanti alla possibilità di compiere un passo concreto si sia preferito rinviare, impedendo di fatto le catture anche per il 2026. La Lega non cambia posizione e rimane coerente: continueremo a difendere i roccoli e la caccia tradizionale perché e una parte importante della cultura rurale lombarda”.

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