Genio e sregolatezza. Matteo Bonfanti, direttore di Bergamo&Sport, è una delle penne più estrose e raffinate del panorama. Che tuttavia non si limita all'ambito sportivo visto che il giornalista, lecchese di Valgreghentino ma ormai bergamasco più che d'adozione, si sta preparando all'uscita della sua ultima fatica.
A Natale, infatti, arriva in libreria "Pablo e la colomba" opera edita da Bergamo&Sport con fiabe per bambini scritte da Bonfanti e illustrate dal maestro Pablo Atchugarry il cui ricavato andrà in beneficenza. A poche ore dalla sfida di Conference League tra Ajax e Atalanta, però, l'occasione è propizia per fare il punto della situazione in casa Dea.
ANCORA UN MESETTO - "Occorre avere pazienza perché rispetto all'epoca Gasperini, Juric e Palladino ci troviamo comunque di fronte a un nuovo sistema di gioco. Sappiamo benissimo che passare dalla difesa a tre alla difesa a quattro comporta movimenti diversi di tutta la squadra, anche del centrocampo. Per vedere l'Atalanta di Sarri, secondo me, servirà ancora un mesetto. Personalmente penso che Maurizio sia un grande allenatore, un giochista e ha bisogno che la squadra giochi a memoria, che riesca a trovare tutti questi automatismi che sono assimilabili in più tempo. Anche perché il tecnico arriva in un momento in cui il livello della Serie A si è molto alzato. Il Monza, dato già per spacciato, ha battuto 4 a 0 il Cagliari sfoderando una partita perfetta. Il livello è molto più alto rispetto agli ultimi anni e non ci sono più compagini che assicurano per divario tecnico una prospettiva di vittoria altissima".
IL LIVELLO DELLA SERIE A - "In Italia c'è una nuova generazione di allenatori, anche Gattuso che avevamo visto a questi livelli solo al Milan lo ritengo ancora giovane. In più tante, che ancora non trovano la quadra, come la Juventus, possono contare su rose super attrezzate. All'epoca di Gasperini c'era un divario molto più marcato tra alta e bassa classifica. In un livello così elevato l'Atalanta, come tutte, si trova a giocare ogni partita aperta al triplice pronostico. Fa fatica perché non ha ancora quegli automatismi che le permettono di essere una grande".
MANCA LA FORMAZIONE-TIPO - "Viviamo anche momenti di grande Atalanta, se Maignan non fa quella parata su Zappacosta anche per l'inerzia l'Atalanta avrebbe perfino potuto vincere. Con il Milan è stata una questione di cambi perché mostrano giocatori che sono più avanti rispetto ad altri, tanto è vero che Gaetano entra e segna. Secondo me Sarri sta facendo un lavoro che qualcuno ha assimilato di più e altri meno e quindi anche lui deve trovare i suoi undici, perché nonostante il calcio sia cambiato e ci siano molti impegni, serve una formazione base, perché le altre hanno una sorta di gap tra titolari e riserve, l'Atalanta attualmente no. Esempio? Malen e Castro a Roma, ma chi è il titolare tra Scamacca e Krstovic?".
LE PRIME PUNTE – "Nikola e Gianluca sono i due che stanno facendo meglio, anche perché gli attaccanti con Sarri storicamente viaggiano a giri notevoli. Krstovic attraversa un momento di forma straordinario, il migliore da quando è a Bergamo, è un giocatore estremamente moderno e fisico. È un rampino, continua a mettere pressione ai difensori avversari e questo è premiante in un calcio così veloce e fisico perché non dà possibilità ai suoi marcatori di ragionare".
LO SPIRITO INTERNAZIONALE È INTATTO - "Questo gruppo storicamente ha risposto sempre presente nei grandi appuntamenti internazionali. L'Atalanta che ha vinto l'Europa League è questo, cambia il modulo ma lo spirito è intatto. Non solo l'Atalanta dei Percassi, anche dei Ruggeri e poi c'è l'effetto delle notti magiche internazionali. Mi aspetto con l'Ajax una grande prestazione, perché in campo continentale la Dea riesce sempre a ritrovare quelle risorse che portano a grandi prestazioni".
DE KETELAERE E ROWE – "CdK sta cercando un'evoluzione e in questo momento di rivoluzione tattica fa fatica, cosa che invece non fa nel Belgio. I compiti da finto centravanti sono molto meno rispetto a quello di Sarri che è proprio quello di stoppare la partita, di inventare. De Ketelaere deve trovare la quadra ma è il talento sopraffino di quest'Atalanta, sono sicuro che tornerà il giocatore decisivo di questi ultimi anni a Bergamo. Così come Rowe, grande acquisto di quest'anno, anche lui ha bisogno di tempo. Poi il calcio è fatto anche di momenti di grande entusiasmo che ti danno qualcosa in più. Adesso manca, ma lo possono garantire solo i risultati. È un circolo virtuoso".
OGGI L'AJAX, DOMENICA IL FROSINONE - "Con l'Ajax aspettiamoci una grande partita e poi domenica un confronto alla pari con il Frosinone di un Alvini che conosciamo dai tempi dell'AlbinoLeffe e che è un po' la riproduzione di questo inizio di stagione. L'Atalanta dovrà essere brava a fermare l'effervescenza del Frosinone e a fare una partita estremamente ragionata e produttiva. Anche per la mezz'ora vista con il Milan, con quegli interpreti, ribadisco, l'Atalanta può tornare a essere grande dopo aver un po' zoppicato in questo inizio. Un qualcosa che avevamo messo in preventivo perché le idee di Sarri non sono immediatamente assimilabili. Lo ha dimostrato anche con la Lazio, però è un grande allenatore quindi bisogna avere completamente fiducia in lui".







