"Basta routine, partiamo": Giulia e Alessandro mollano tutto e girano il mondo per un anno

C’è chi passa la vita a desiderare un cambiamento e chi decide di mettersi uno zaino in spalla e partire. È quello che hanno fatto Giulia Cefis di Almè e il compagno Alessandro Tarchini di Villa d'Almè.
14 Settembre 2026

C’è chi passa la vita a desiderare un cambiamento e chi decide di mettersi uno zaino in spalla e partire. Alessandro Tarchini, 29 anni originario di Villa d’Almè, e Giulia Cefis, 30 anni di Almè, sono tornati da un'intensa esperienza di oltre un anno che li ha portati ad esplorare il Sud-est asiatico, la Cina e soprattutto l'Australia. Un viaggio nato dal bisogno della coppia, residente a Paladina, di uscire dalla quotidianità per riscoprire il valore del proprio tempo e la forza di mettersi in gioco.

"In Italia avevamo entrambi una vita ben delineata, fin troppo statica - racconta Alessandro - La sensazione era che le giornate scivolassero via nella classica routine casa-lavoro. Dopo un viaggio a Bali abbiamo capito che il mondo era troppo grande per restare chiusi nella solita comfort zone. Prima di partire c'era quel timore, tutto culturale, di essere "in ritardo" rispetto alla tabella di marcia che la società spesso impone a trent'anni: la casa, il matrimonio, la stabilità a tutti i costi. Poi atterri dall'altra parte del mondo e ti accorgi che la maggior parte dei backpackers (persona che viaggia in modo economico, appunto con un solo zaino ndr) ha esattamente la nostra età. Capisci che quel senso di ritardo è solo un condizionamento mentale del posto da cui provieni".

Giulia concorda sul valore di quel primo passo oltre i confini del conosciuto: "Volevamo arricchire il nostro bagaglio di esperienze. Abbiamo chiesto l'aspettativa dai rispettivi lavori e siamo partiti a giugno 2025, dedicando il primo mese a Thailandia e Vietnam prima di entrare in Australia con il Working Holiday Visa. Per noi si trattava di darci la possibilità di esplorare nuove sfide e migliorare l'inglese mettendoci alla prova sul campo".

Ripartire da zero in un continente enorme come l'Australia ha significato anche impattare con ostacoli continui, trasformando il viaggio in una vera e propria palestra di vita. "All'inizio è un gioco a tappe - spiega Alessandro - Arrivi e non hai niente, dalle utenze di base alla macchina, fino alla casa. Ti fai forza a trovare risorse interne che non sapevi di avere. In undici mesi abbiamo percorso oltre 25mila chilometri su strada, e viaggiando con una tenda posizionata sul tetto dell'auto. Durante l'anno abbiamo fatto tappe straordinarie anche in Malesia, Indonesia, Sri Lanka e in Cina, camminando sulla Grande Muraglia".

Lungo la strada, il confronto con l'imprevisto e con storie di vita intense ha cambiato la loro prospettiva sulle difficoltà. "La vera crescita sta nel capire che non puoi governare tutto. Quando accetti gli imprevisti vivi meglio e ti lasci trasportare" riflette Giulia. "A segnarci profondamente è stato l'incontro in Vietnam con una ragazza francese sordomuta che viaggiava in solitaria da mesi nel Sud-est asiatico. Vedere la determinazione con cui affrontava il mondo, nonostante limiti che agli occhi di molti sembrerebbero insuperabili, ci ha ricordato che la maggior parte dei freni esiste solo nella nostra testa".

cefis tarchini3 - La Voce delle Valli

L'Oceania ha regalato ai due ragazzi una nuova idea di libertà e di equilibrio quotidiano. "L'Australia ci ha insegnato un rispetto profondo per i ritmi naturali e per lo stile di vita - continua Giulia- Lì c'è un'etica del mattino bellissima: la gente si sveglia alle sei per fare sport, surfare o semplicemente camminare in spiaggia prima di andare al lavoro. C'è un'atmosfera essenziale e informale, dove la comodità viene prima delle frivolezze e dove ti senti libera di essere te stessa senza la sensazione di essere giudicata dagli altri".

"Torni a casa con la consapevolezza del valore del tempo - conclude Alessandro - Lì impari la libertà di dire "no grazie" senza sensi di colpa, di ascoltarti di più e di cambiare strada se un contesto non ti rende felice. A chi nelle nostre valli sta pensando di fare un passo simile, ma si sente bloccato dalle paure o dall'età, diciamo solo di lanciarsi. Gli ostacoli si superano sempre, ma la ricchezza e la forza interiore che ti restano addosso dopo avercela fatta da solo durano per tutta la vita".

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