Dalla Val di Scalve alla Valle Imagna, don Walter e 50 anni di sacerdozio a fianco degli "ultimi"

C’è una gioia che non si spiega a parole, ma che si manifesta nel suono di una risata: quella di don Walter è dirompente, contagiosa, una di quelle risate "buone" che sanno di accoglienza sincera.
19 Aprile 2026

C’è una gioia che non si spiega a parole, ma che si manifesta nel suono di una risata: quella di don Walter (in foto copertina a destra, con don Vinicio Carminati, parroco di Selino Basso e Cepino) è dirompente, contagiosa, una di quelle risate "buone" che sanno di accoglienza sincera. Incontrarlo a Valsecca, frazione di Sant'Omobono Terme, dove oggi risiede e presta il suo prezioso aiuto ai parroci della zona, significa immergersi in una storia che profuma di terra, di fatica e di una fede vissuta non sui libri, ma tra la gente.

Nato a Ghiaie di Bonate Sopra il 9 maggio 1950, in una famiglia numerosa e solida composta da tre fratelli e quattro sorelle, don Walter porta con sé il ricordo di un’infanzia segnata dalla prova: due anni trascorsi in ospedale pediatrico e poi nel sanatorio di Treviso Bresciano, gestito dalle suore, dove rimase fino ai cinque anni: “Non ho fatto l’asilo, sono passato direttamente dalle cure delle religiose ai banchi delle elementari del mio paese” spiega, ma è forse proprio in quella fragilità precoce che è germogliato il seme della sua missione.

Il legame con la Valle Imagna, d’altronde, è un filo rosso che attraversa tutta la sua esistenza: fin da piccolo frequentava Berbenno, dove lo zio materno era curato ai tempi di don Guido Radici, respirando quell’aria di montagna che oggi lo ospita.

Il suo percorso vocazionale è stato un intreccio di studio e vita vera: dal seminario minore di Clusone fino all’esame di maturità magistrale a Cepino, dove ha preparato gli esami di maturità magistrale con don Lorenzo Frosio in casa della sorella, oggi la Casera. Racconta: “Il diploma di maturità magistrale l'ho conseguito presso il Secco Suardo a Bergamo dopo aver frequentato il 'Conoscere', scuola privata e poi parificata proprio nel 1971 quando feci l'esame di maturità”.

Per poi approdare alla Facoltà Teologica di Milano. Erano anni di sacrificio: “Lavoravo al mattino nella vendita per corrispondenza e al pomeriggio correvo in treno a Milano per studiare”. Gli ultimi tre anni di teologia li fece, invece, nel seminario di Bergamo. La direzione era chiara: “Ho sempre sentito l’idea di diventare prete come una chiamata a stare dalla parte dei poveri, proprio come insegna il Vangelo”, ci racconta con fermezza.

don walter2 - La Voce delle Valli

Ordinato nel 1976, don Walter taglia quest’anno il traguardo dei cinquant’anni di sacerdozio, un anniversario che il Vescovo ha celebrato solennemente nel Giovedì Santo. Il suo è stato un ministero itinerante e fecondo: dai primi passi come curato a Vilminore di Scalve, passando per Redona e Almè — dove con lungimiranza è stato un socio fondatore della “Lavorare insieme” (ragazzi obiettori di coscienza in servizio civile con la Caritas di Bergamo) — fino agli anni da parroco a Roncobello, dove collaborò alla nascita della RSA don Stefano Palla, a Suisio e infine a Cividate al Piano.

In ogni tappa, il suo obiettivo è stato la prossimità, un valore appreso in famiglia, tra la saggezza della nonna materna che gestiva la trattoria a Ghiaie e il passaggio epocale dalla cultura contadina a quella operaia del Linificio. “La Chiesa o è per i poveri e per la cura dell’altro, o rischia di smarrire la sua strada", sottolinea don Walter, che ancora oggi sorride ripensando alle attività condivise con i suoi ragazzi. Oggi, senza ruoli istituzionali ma con la stessa energia di sempre, continua a essere un punto di riferimento in Valle Imagna, testimone di una Chiesa che non giudica, ma abbraccia, sorride e, soprattutto, cammina insieme agli ultimi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

X
X
linkcross