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Don Andrea, il parroco che parla giovane. In Valle Imagna ha portato la prima Escape Room

Don Andrea, prete da quasi 19 anni, racconta di come la sua vocazione sia stata una scelta consapevole portata avanti giorno dopo giorno. Lungo il cammino religioso ha incontrato molte difficoltà, tra cui l’essere figlio unico. Il celibato è per lui un dogma, non una privazione.
20 Settembre 2022

Il contesto in cui viviamo l’infanzia influenza la nostra crescita, determinandone ambizioni e interessi. Le nostre inclinazioni sono anche conseguenza dell’ambiente circostante, che orienta le nostre scelte verso strade specifiche. È il caso di Andrea Pedretti che all’età di 15 anni ha deciso di dedicare la sua vita a Dio. Ha speso la sua adolescenza negli oratori e nelle parrocchie, entrando in stretto contatto con il mondo religioso che ha totalizzato la quotidianità del giovane.

Ho 44 anni e sono entrato in seminario a 15 - ci confida don Andrea -. Sono parroco di Roncola dal 2015 e di Costa Valle Imagna dal 2016. Non so bene come descrivere la mia vocazione, penso che nasca dall’influenza e dalla frequentazione dell’oratorio dove ho trovato una bella sintonia. Credo che tutto sia nato lì”.

Così don Andrea racconta di come la sua vocazione non sia stata conseguenza di un avvenimento specifico, quanto un percorso evolutosi col tempo: “In prima superiore ho preso la mia scelta, poi ho proseguito studiando teologia. Non c’è stato un fatto in particolare legato alla mia vocazione, ma è cresciuta giorno dopo giorno all’interno del seminario e delle parrocchie che frequentavo. Penso si tratti di un cammino molto lungo e intenso, poco a poco ho compreso e accolto la chiamata”.

Don Andrea, originario di Dalmine, è prete da quasi 19 anni e ha già superato molte delle ordinarie tappe che un uomo di Chiesa si trova a dover percorrere, sostando diverse volte lungo la strada del Signore per affrontare le difficoltà fisiologiche incontrate: “Sono figlio unico e per questo motivo la mia scelta di vita ha avuto un impatto forte in famiglia: all’inizio è stato complicato riuscire ad accettarla per i miei parenti, ma col tempo sono stati capaci di appoggiarmi e sostenermi. I problemi vanno di pari passo con le gioie e la vita vocazionale ne è ricca. La principale difficoltà è stata quella di imparare ad ascoltare ciò che il Signore voleva da me, è stato faticoso accoglierlo quotidianamente”.

Dettame fondamentale del cattolicesimo è il celibato, imposto a tutti i parroci come requisito essenziale e norma a cui sottostare per tutta la durata della carica. Un principio che non tutti condividono, ma certamente nessuno può svincolarsene: “È parte del percorso, sono davvero convinto che non poter avere una compagna non significhi essere privati di qualcosa. La Chiesa chiede ai preti di non sposarsi, lo si sa da prima e da subito e questo permette di essere dediti a qualcos’altro. Non hai una persona a cui pensare, ma hai un gruppo di persone, difficoltoso ma profondamente bello ed arricchente. Non è vero che non sei di nessuno, anzi: sei un po’ di tutti, la comunità in cui vivi ti appartiene ed entra a far parte della tua vita. Tutto ciò lo vivo come un arricchimento e non come una privazione”.

Don Andrea si distingue per la spiccata naturalezza con la quale si rivolge ai giovani, cercando di avvicinarli al mondo religioso, ma senza forzature: “A me piace molto stare a contatto con i giovani, amo organizzare insieme attività per provare ad arricchire loro e il paese. Oggigiorno la trasmissione della fede passa attraverso le esperienze personali e quelle comunitarie, il fare qualcosa di utile agli altri. E questo aspetto è qualcosa che sento profondamente mio, penso che potrebbe essere la strada giusta. Tra le cose che abbiamo creato c’è l’Escape Room a Costa Valle Imagna (la prima esistente in Valle Imagna ndr) ed anche alcuni eventi estivi gestiti proprio dai giovani, come un bed and breakfast. Fanno capire che la Chiesa non è solo il luogo fisico, ma una comunità che ha bisogno dei ragazzi. Non posso pretendere che i giovani vengano in Chiesa, ma voglio che abbiano un’esperienza di Chiesa”.

Nei momenti di pausa tra un progetto e l’altro Don Andrea si impegna nella conoscenza di nuove realtà che possano arricchire la sua vita spirituale: “Mi piace sempre pensare a cose nuove, cerco di mantenere la mente sveglia e attenta. Se riesco una settimana all’anno vado in giro per il mondo, ultimamente sono stato in Pakistan ad incontrare degli amici del luogo per entrare in contatto con la loro vita, amo conoscere realtà diverse dalla mia e questo lo considero il mio passatempo preferito”.

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