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Emilio Bonzi, restaurant manager e falegname a Sydney: "Qua ho imparato a fallire e rialzarmi"

A 22 anni si trasferisce in Australia per imparare l'inglese. A distanza di 10 anni Emilio Bonzi, originario di San Giovanni, a Sydney ha trovato la sua dimensione professionale, dove porta avanti ben 3 lavori.
27 Luglio 2022

Passare dal vivere in un paese di 5.000 abitanti a uno di 5.3 milioni è un’impresa in cui Emilio Bonzi, giovane ragazzo 32enne originario di San Giovanni Bianco, si è cimentato senza paura, ed è proprio lui a parlarci della sua avventura: “Vivo in Australia da quasi 10 anni, più precisamente a Sydney. Iniziai la mia carriera in ristorazione con un corso in Thailandia, dove per 6 settimane ho studiato per diventare cocktail bartender e poi, a Sydney, ho completato un diploma in hospitality management iniziando a lavorare come bartender fino ad arrivare alla posizione di restaurant manager e al gran voluto Sponsor Visa, unica via che poteva portarmi alla cittadinanza”, ci racconta.

Emilio per un anno circa ha gestito un suo locale, una piccola pizzeria in centro, per poi lasciare questa attività e dedicarsi ad oggi a 3 lavori: ristorazione, cocktail catering e falegnameria. “Ho intrapreso la strada della ristorazione per un semplice motivo: mi piace stare a contatto con le persone, questa mia voglia di parlare e conoscere nuove persone mi ha aperto molte porte in questo settore e nella vita in generale. Ho viaggiato tantissimo grazie alle conoscenze che ho acquisito”, ci racconta. 

Emilio parte con un unico obiettivo: imparare l’inglese per poi tornare in Italia e trovare un buon lavoro qua. La scelta dell’Australia è stata dettata dalla voglia di essere vicino al mare, e per i feedback positivi che questo Stato possiede. Ma le cose, si sa, non sempre vanno secondo i piani.

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“Partire è facile: basta comprare un biglietto e avere voglia di mettersi in gioco! La parte difficile è lasciare famiglia e amici, e uscire dalla così detta 'comfort zone'”, ci spiega. Il suo arrivo in Australia però, non è stato facile, ed è lui stesso a raccontarcelo:Ero spaesato, non sapevo cosa fare o dove andare, non avevo prenotato nessuna sistemazione fissa, ma la cosa che più mi è pesata è stata non saper comunicare con le persone, dovevo sempre dipendere da qualcuno che mi facesse da traduttore. Avevo 22 anni, non avevo mai viaggiato, mai preso un aereo e credevo che fosse più facile.

Dopo la prima giornata andata male - prosegue Emilio -, il pianto delle 4 del mattino chiamando i miei genitori e la voglia di ritornare in Italia, posso dire che le cose hanno iniziato ad andare meglio. All’inglese ci si abituata, si imparano parole nuove ogni giorno e pian piano si fanno piccole conquiste, ordinare un caffè o da mangiare è stato uno dei piccoli traguardi che all’epoca mi sembravano enormi. Ho passato le prime 5 settimane a Sydney, senza sapere l’inglese, riuscendo a trovare un lavoro che ho poi lasciato per trasferirmi vicino Brisbane, in fattoria, dove ho trascorso due anni conoscendo persone da tutto il mondo. Qui si cambia idea ogni 5 minuti e le occasioni vanno prese al volo!”. Questo è stato possibile perché in Australia vengono offerte molte opportunità, ti da la possibilità, come dice Emilio, di “provare, fallire, rialzarti e riprovare”. Lavorare lì, gli ha dato la possibilità economica di partire per la Thailandia dove ha trascorso 6 settimane a studiare come bartender. 

È facile dunque dedurre che al momento le intenzioni di Emilio sono cambiate, e al momento non pensa di tornare in Italia se non per trovare la famiglia e gli amici.  Conclude l’intervista con un messaggio per tutti coloro che desiderano partire: “Provate! Tentar non nuoce recita un vecchio proverbio. È pur sempre un’esperienza di vita è non si sa mai cosa abbia in serbo il futuro! Se poi questa strada non fa per voi, si può sempre tornare indietro, senza vederla come una sconfitta. Anzi, è una lezione di vita, ed è ammirevole vedere che si ha provato a cambiare!”. 

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