Spesso la cultura nerd - che vede manga, anime e videogiochi tra le sue principali manifestazioni - viene etichetta aprioristicamente come una forma di escapismo che porta giovani e appassionati alla chiusura e all'isolamento sociale. Se esistono casi estremi che giustificano solo in parte questa visione (vedi il fenomeno Hikikomori), allo stesso modo l'immaginifico mondo di fumetti e videogiochi può, al contrario, spingere all'esplorazione di nuove forme di espressione, stimolando creatività e riflessione, ma anche condivisione e socializzazione.
Ed è proprio attraverso il disegno dei suoi amati manga che Giacomo Offredi, 23enne aspirante mangaka di Sant'Omobono Terme con autismo, ha trovato una cornice nella quale esprimersi, raccontare le sue passioni e persino collaborare con alcune realtà della valle. I manga in Valle Imagna? Sì, esatto. Ma partiamo dall'inizio. Tutto comincia nel 2020, anno della pandemia da Coronvirus. Eravamo chiusi in casa: chi ad inventarsi improbabili ricette, chi a tenersi in forma, chi a fare giardinaggio. Giacomo, invece, che all'epoca era uno studente del terzo anno al Liceo Linguistico Falcone a Bergamo (dove, guarda caso, ha studiato pure giapponese), decide di lanciarsi in una nuova sfida e si iscrive ad un corso online di disegno manga.
“Mia mamma mi ha spinto a partecipare ad un corso di disegno curato dalla Lucca Manga School - ci racconta - Frequentavo la terza superiore e il corso, dalla durata di circa due mesi, mi ha aiutato a superare quel periodo difficile, tra chiusure e isolamento. L'interesse per il manga nel tempo è cresciuto e così ho proseguito con altri corsi più avanzanti. A fine 2022 sono andato a Lucca per frequentare un altro corso, più impegnativo, che si è svolto un weekend al mese per un anno intero”.
Dai banchi di scuola, poi, si è passati alle collaborazioni con il territorio: Giacomo, anche grazie al supporto della madre (insegnante e presidente di un'associazione dedicata all'inclusione in Valle Imagna), realizza locandine e grafiche in stile fumetto per alcune iniziative locali. Giacomo ha ideato anche il logo di Valley Job, un progetto con base all'ex asilo di Selino Alto che mira a inserire i ragazzi con disabilità nel mondo del lavoro, unendo attività laboratoriali a momenti ricreativi. E la sua penna è anche uscita dalla valle: al locale Bopo di Ponteranica, dove presta servizio, ha disegnato le tovagliette.
“Il grande sogno è quello di collaborare per una rivista di manga – ci confida Giacomo – Intanto sto lavorando al mio progetto. Ho già creato il protagonista, Flavio, un liceale che diventa lupo mannaro. Il nome l'ho preso da Flavio Aquilone, uno dei miei doppiatori preferiti. Al momento sto lavorando alla parte di concept art, poi vedremo come andrà”.
La passione di Giacomo squaderna ovviamente un interno mondo di supereroi e creature magiche: “Seguo anime e manga molto diversi fra loro, da Pokemon ad Attacco dei giganti passando per Solo leveling. Il mio soggetto preferito? Sicuramente Sonic, ma spesso disegno anche personaggi di Pokemon e Spider-Man”. È un nerd a tutto tondo, Giacomo, dedito anche al gaming: “Skylanders è la mia serie videoludica preferita, anche se purtroppo è stata cancellata. Apprezzo i titoli di Lego, ma anche lo Spider-Man di Insomniac su PlayStation, che ha ispirato diversi miei disegni”.
E ora torniamo all'attacco del nostro articolo. Al perché manga e autismo si incontrano e si amalgamano con estrema naturalezza. E ce lo spiega con grande lucidità lo stesso Giacomo: “Il disegno mi sta aiutando ad esprimermi e conoscere nuove persone – ci racconta – La mia condizione non mi ha dato dei limiti, anzi: il disegno è democratico, tutti lo possono fare, bastano la passione e una matita. E via a disegnare, finché non diventi bravo”. E Giacomo bravo lo è diventato davvero, basta dare una sbirciata al suo profilo Instagram (QUA) per rendersene conto.






