Perde il papà e segue le sue orme sulle rocce: a 22 anni Samuele Speziali è "l'Uomo Ragno" di Branzi

Oggi Samuele opera principalmente in Valle Brembana come rocciatore e operatore su fune, occupandosi di disgaggi, posa di reti paramassi e tree climbing.
16 Aprile 2026

A soli 22 anni, Samuele Speziali di Branzi ha già le idee chiare e il passo fermo di chi la montagna la sfida ogni giorno, non per incoscienza, ma per una vocazione profonda che affonda le radici nella storia della sua famiglia e nel granito delle Orobie.

La sua attività, nata ufficialmente lo scorso febbraio, non è solo una scommessa professionale, ma una vera e propria risposta della vita a un momento di profondo dolore: “La mia attività è nata dopo la perdita di mio papà: è stato un momento che mi ha segnato profondamente, mi ha fatto toccare il fondo, ma è stato proprio lì che ho capito che dovevo rialzarmi e prendere in mano la mia strada”, racconta Samuele, sottolineando come dopo mesi di sacrifici per acquistare l’attrezzatura base, quel progetto sia diventato una scelta di vita.

Cresciuto ascoltando racconti di cava, tra le pareti di oltre 40 metri che i nonni, gli zii e il padre hanno scavato per generazioni, Samuele ha ereditato quella che lui definisce la "fame di roccia", un fuoco interiore che lo ha portato, dopo la scuola forestale e l'esperienza diretta tra i cavatori, a cercare un’adrenalina ancora più pura.

samuele2 - La Voce delle Valli

Fondamentale è stato l’incontro con Michele e GianPietro Midali, diventati per lui una seconda famiglia e maestri nell'arte del lavoro su corda: “Grazie a loro ho scoperto il lavoro su fune, la messa in sicurezza delle pareti e il mestiere del rocciatore; è lì che ho capito davvero chi volevo diventare, trovando un lavoro che racchiudeva roccia, alberi e, soprattutto, adrenalina”. Oggi Samuele opera principalmente in Valle Brembana come rocciatore e operatore su fune, occupandosi di disgaggi, posa di reti paramassi e tree climbing, un mestiere dove la concentrazione deve essere massima perché, come spiega lui stesso, “quando sei appeso a una corda, o fai tutto nel modo giusto o non hai una seconda possibilità”.

La sua giornata inizia prima dell'alba, verso le 4:30, per preparare con cura maniacale l’attrezzatura prima di scendere in parete, sapendo che “un giorno sei appeso a 60 metri in cava e il giorno dopo lavori su una pianta: ogni giornata è diversa”. Nonostante la fatica fisica estrema e la gestione del rischio costante in un territorio fragile e spesso abbandonato, Samuele guarda al futuro con la voglia di collaborare con le realtà storiche locali, sostenendo le micro-imprese e le cave di ardesia che oggi soffrono la mancanza di manodopera.

Il suo obiettivo è rendere la montagna più sicura per residenti e turisti, portando avanti una tradizione che richiede "testa, rispetto e passione vera", consapevole della bellezza unica del suo ufficio a cielo aperto: “La soddisfazione è indescrivibile quando ti rendi conto che con due semplici corde e una buona conoscenza dei nodi puoi arrivare in posti incredibili, dove la maggior parte delle persone non arriverebbe mai”.

samuele1 - La Voce delle Valli

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tree climbing - La Voce delle Valli

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