San Tomè chiude: il tempio ha bisogno di cure, al via i lavori di consolidamento e restauro

San Tomè si rifà il look: al via un grande intervento di consolidamento e restauro, ma la rotonda chiude ai visitatori.
22 Luglio 2026

C’è grande attesa e fermento nella comunità per l'avvio ufficiale, questo fine settimana, dell'imponente cantiere di consolidamento e restauro strutturale che vedrà protagonista la rotonda di San Tomè, gemma dell'architettura romanica appartenente alla parrocchia di San Bartolomeo.

Durante la presentazione pubblica svoltasi ieri, martedì 21 luglio, nella sala conferenze della Corte di San Tomè, i tecnici e le autorità locali hanno illustrato i dettagli del progetto che porterà alla chiusura temporanea del complesso sacro sia alle visite turistiche sia alle celebrazioni. "Avviamo il cantiere con la responsabilità di chi sa di dover tutelare un bene preziosissimo – sottolinea il parroco don Giulivo Facchinetti –. Il nostro desiderio più grande è che questo luogo continui a donare pace, bellezza e un profondo senso di accoglienza a tutti coloro che vi metteranno piede".

L'operazione ha un valore complessivo coperto da un contributo a fondo perduto di 140mila euro erogato da Fondazione Cariplo e dal cofinanziamento di 50mila euro della Parrocchia, affiancati da una raccolta fondi tramite bonifico aperta ai cittadini. I lavori edili saranno eseguiti dall’impresa Vitali di Zogno, mentre la creazione delle strutture in legno a protezione della pietra sarà affidata alla falegnameria Tino Sana, con l'obiettivo di completare gli interventi entro la fine dell’anno.

Particolarmente toccante la testimonianza dell’architetto Cesare Rota Nodari, legato a San Tomè fin dalla prima giovinezza: "Nel momento in cui mi hanno confermato la chiusura degli appalti la gioia è stata immediata e ho subito condiviso questa soddisfazione con don Giulivo e con il collega Gianluca Gelmini. Questo edificio fa parte della mia vita da quando, a dieci anni, passavo di qui per andare a prendere il latte nella cascina vicina; da allora non ho mai smesso di dedicargli passione e cure".

A ribadire la rilevanza sovralocale della struttura è stato poi l’architetto Gianluca Gelmini: "Siamo di fronte a un monumento che racchiude in sé una storia millenaria ma parla al contempo un linguaggio del tutto attuale. San Tomè rappresenta l'essenza stessa del nostro territorio ed è un punto di riferimento per la cultura romanica ammirato e studiato persino oltre i confini nazionali".

Le opere si concentreranno su tre direttrici chiave: la stabilizzazione statica dell'immobile, il recupero delle volte sottostanti e la realizzazione di un inedito camminamento rivestito in tavole di legno sulle scale, pensato per rendere nuovamente accessibile al pubblico il matroneo dopo lunghi anni di inagibilità. Come ha rimarcato l’ingegner Christian Rossi, "le soluzioni adottate oggi rappresentano il coronamento di un attento piano di monitoraggio durato dodici mesi, fondamentale per definire l'esatta portata del restauro".

conferenza san tome - La Voce delle Valli

Gli approfondimenti tecnici traggono origine dalle prime indagini avviate tra il 2012 e il 2014 per valutare le criticità legate alla posizione dell'edificio, adagiato proprio sul ciglio di una scarpata fluviale; i rilievi hanno evidenziato lievi lesioni parietali con spostamenti millimetrici, costantemente monitorati tramite comparatori meccanici.

Per risolvere i problemi di tenuta, si procederà con un'articolata cerchiatura esterna mediante anelli metallici e tiranti a stella, estesa anche ai livelli inferiori del matroneo e combinata con il rifacimento della copertura contro le infiltrazioni d'acqua. Le analisi dinamiche condotte con accelerometri hanno infatti confermato la presenza di una struttura a tre strati (la tipica muratura a sacco), rendendo indispensabile l'inserimento dei tiranti per bloccare i cinetismi di apertura delle pareti.

madonna san tome - La Voce delle Valli

Terminati i lavori di edilizia, toccherà alla restauratrice Anna Sapia intervenire sugli intonaci delle volte inferiori, caratterizzati da una finitura a finta pietra, e sull'affresco del catino absidale del matroneo, con l'intento di sistemare, qualora le risorse lo consentano, anche la raffigurazione della Madonna con il Bambino. In chiusura di serata sono arrivati i ringraziamenti ufficiali di Alessandro Frigeni, sindaco di Almenno San Bartolomeo, rivolti a tutti gli attori in campo e in particolare a Gianpietro Benigni di Fondazione Cariplo.

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