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Sanità privata in sciopero domani, in Bergamasca 4.000 lavoratori: ''dimenticati dopo l'emergenza Covid''

Per i lavoratori del settore della sanità privata di Bergamo si tiene domani, 16 settembre, un nuovo presidio in occasione dello sciopero nazionale per il rinnovo del Contratto.
15 Settembre 2020

Per i lavoratori del settore della sanità privata di Bergamo si tiene domani, 16 settembre, un nuovo presidio in occasione dello sciopero nazionale per il rinnovo del Contratto. Dopo essersi radunati lo scorso 31 agosto ai piedi della Torre Civica sul Sentierone, domani mattina dalle 9.30 alle 12.00 l’appuntamento sarà davanti alla sede dell’ATS di via Gallicciolli. I lavoratori si riuniranno anche di fronte ad alcune case di cura della provincia.

“Confermiamo lo sciopero dei lavoratori della sanità privata per il rinnovo di un Contratto nazionale atteso da 14 anni, perché le associazioni datorali non possono, unilaterlamente, decidere di escludere parti di intese concordate, per applicare solo ciò che piace a loro”: hanno ripetuto oggi i sindacalisti di FP-CGIL, CISL-FP e UIL-FPL di Bergamo.

L’assemblea regionale di AIOP Lombardia (Associazione Italiana Ospedalità Privata), una delle loro controparti, è infatti intervenuta nella vertenza nazionale per il rinnovo contrattuale, deliberando di applicare e rispettare solo la parte economica dell’ipotesi di accordo sottoscritta a giugno con le categorie della Funzione Pubblica di CGIL, CISL e UIL. E sul territorio è proprio quello che diverse case di cura e strutture ospedaliere stanno facendo. Anticipare gli aumenti, ignorando i contenuti normativi contrattati.

“Quella adottata da AIOP non è una soluzione accettabile, il Contratto sottoscritto va applicato nella sua interezza anche nella sua parte normativa, che, in particolare in questo rinnovo, è rilevante e significativa e ancora una volta, è negata e disconosciuta” hanno ripetuto oggi Roberto Rossi e Giuliana Rota della segreteria FP-CGIL, Angelo Murabito per CISL-FP e Antonio Montanino di UIL-FPL di Bergamo.

Si tratta di aggiornamenti normativi necessari, “il vero costo aziendale del rinnovo contrattuale. Mentre le aziende continuano a far utili con le risorse che arrivano dalla Regione, i lavoratori non vedono un solo euro di aumento dal 2007. Il rinnovo del Contratto collettivo di queste lavoratrici e di questi lavoratori deve assolutamente continuare a livello nazionale perché quella nazionale per noi è l'unica soluzione" hanno aggiunto i sindacalisti.

Il settore conta in provincia di Bergamo oltre 4.000 lavoratori che, negli ospedali del settore privato e nelle case di cura, si sono anche “presi carico dell’emergenza Covid-19 per poi, subito dopo, venire dimenticati”.

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