A distanza di una settimana, resta ancora in vigore l'ordinanza del Comune di Sant'Omobono Terme con la quale si chiede ai cittadini - in via precauzionale - di bollire l'acqua della rete idrica pubblica a uso potabile e alimentare.
Con una comunicazione pubblicata oggi sui social, il Comune ha fatto sapere: "Con vivo rammarico, l'Amministrazione comunale si vede costretta a mantenere in vigore l'ordinanza [...]. Consapevoli dei gravi disagi che questa situazione sta arrecando alle famiglie e alle attività del territorio, desideriamo chiarire che ciò è dovuto alla lunga attesa dei risultai ufficiali della analisi da parte di ATS Bergamo, uno organo competente a decretare la conformità dell'acqua e a permettere la revoca del provvedimento".
"Non ci spieghiamo i tempi così lunghi dalla raccolta dei campioni - sottolinea l'amministrazione nella sua missiva - e rimaniamo in attesa, speranzosi di darvi al più presto buone notizie". Nel frattempo, Uniacque nei giorni scorsi ha distribuito sacchetti di acqua potabile agli utenti delle frazioni di Cepino e Mazzoleni, aree da cui è arrivata la maggior parte delle segnalazioni di malessere e indicate anche dalla stessa Uniacque.
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