Sempre meno bambini? Apriamo più asili. La proposta del PD Valle Brembana contro lo spopolamento

La proposta del PD Valle Brembana sembra quasi una provocazione: aprire più asili nidi e scuole dell'infanzia, nonostante l'inverno demografico suggerisca il contrario. Ma è un giocare di anticipo per evitare l'effetto "meno servizi - meno nati - ancora meno servizi".
17 Gennaio 2026

Mancano bambini? Sono sempre di più le coppie che decidono di non avere figli? O che decidono di mettere su famiglia fuori dalla valle? La proposta del PD Valle Brembana sembra quasi una provocazione: aprire più asili nidi e scuole dell'infanzia, nonostante l'inverno demografico suggerisca il contrario. Ma è un giocare di anticipo per evitare l'effetto "meno servizi - meno nati - ancora meno servizi".

È la proposta emersa dello studio realizzato dal gruppo di lavoro Demografia e scuole del Pd della valle, coordinato da Bernardo Galizzi di San Giovanni Bianco. Da qui al 2035 la proiezione dello studio dice che, stando all'andamento attuale, si perderanno altri 2.916 abitanti con un indice di vecchiaia molto alto (4 over65 ogni bambino 0-13 anni).

E inevitabilmente questo si ripercuoterà sulla "sopravvivenza" delle scuole, elemento cardine per molte famiglie sulla la scelta di restare o meno in un paese. Già oggi molti paesi di alta valle si trovano in grande difficoltà: chi abita a Foppolo, ad esempio, deve fare 22 km per raggiungere il primo nido disponibile.

Per provare a "tamponare" la soluzione - secondo questo studio del PD vallare - potrebbe essere quella di aprire nuovi nidi e micronidi, soprattutto in alta valle.

Ad oggi, in Valle Brembana ci sono 27 posti ogni 100 bambini, ma l'obiettivo è di arrivare a coprire almeno il 50%. "Questo senza guardare per una volta alla logica dei numeri e alla sostenibilità economica, diversamente si continuerà nella spirale perversa di meno servizi, meno nati, spopolamento e quindi ancora meno servizi" fa sapere Galizzi.

Fonte: L'Eco di Bergamo

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Commenti:
  1. L'idea è valida, ma andrebbe accompagnata anche ad un'offerta di servizi pomeridiani per i bambini che frequentano scuole elementari e medie. Per una famiglia di genitori entrambi lavoratori, senza nonni che possano occuparsi dei figli al pomeriggio, è molto complicato se non proibitivo riuscire a conciliare gli orari lavorativi con quelli scolastici. La società è cambiata rispetto ad una volta, ed è sempre più necessario l'impegno lavorativo da parte di entrambi i genitori. Se si vuole che le famiglie, o meglio le coppie, prendano in considerazione l'idea di avere un figlio, è necessario offrire una serie di attività pomeridiane complementari al servizio scolastico. In parole povere: se finisco di lavorare alle 17/18 (se sono fortunato e non lavoro su turni) come posso pensare di ritirare mio figlio a scuola alle 16 (alle elementari) o alle 14 (alle medie)? È qui che deve entrare in gioco un supporto alle famiglie, altrimenti poi non lamentiamoci della denatalità che affligge il nostro paese.

  2. bella proposta dei micro nido, magari ad orario flessibile e turno, x contrastare la denatalità in paesi extra rurali, ed isolati. dove i genitori devono scendere x lavorare nell' interland, bergamasco con il problema attuale delle lunghe code nel ritorno, specialmente x una neo mamma, diventa difficile gestire gli orari. vi sono numerosi edifici pubblici dismessi, in ogni paese montano. Approvo l' idea. x le mamme lavoratrici che devono scendere dalle valli, e non sanno a volte a che ora ritornano a casa. i comuni e comunità montane, devono lavorare x sostenere questa realtà che pesa sulle donne e neomamme.

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