Un risultato straordinario per la Nazionale Azzurra Giovanile di Skyrunning che ha conquistato una preziosa medaglia d’argento ai Mondiali 2025, disputati dall'1 al 3 agosto 2025 a Fonte Cerreto, sulle pendici montane del Gran Sasso (L'Aquila), in Abruzzo. Un traguardo importante, frutto del talento degli atleti e del lavoro di un team affiatato. Tra le figure dello staff tecnico spicca anche Donatello Rota, 40 anni di San Pellegrino Terme, impegnato nel ruolo di secondo allenatore. La sua passione, esperienza e dedizione hanno contribuito in modo concreto a questo successo che rende orgogliosa anche la sua comunità d'origine.
Il Commissario Tecnico Roberto Mattioli ha convocato vari giovani atleti per questi Mondiali 2025. Negli "Under 23": Martina Pozzi, Pietro Santini, Enrico Rota Martir (G.S. Orobie), Massimiliano Durbano e Cesare Peter Bettoli. Nella "Youth C": Gaia Calcini, Michele Stoppele e Tommaso Romagnoli. In "Youth B": Elisa Mariani, Marianna Baragiotta, Elias Sangalli, Filippo Piumarta, Christian Suini e Davide Gadin. Infine nella "Youth A": Lisa Curti, Giulia Framarin, Matteo Ragonese e Cristian Gabriele Pivot.
La rassegna iridata si è aperta il 1° agosto con la Gran Sasso Vertical Kilometer, seguita dalla Gran Sasso SkyRace, prova impegnativa che ha assegnato i titoli mondiali nella disciplina SKY. Al termine del Campionato, l’Italia si è confermata protagonista assoluta con 9 medaglie complessive e un 2° posto per Nazioni. “È stata una grande soddisfazione, venivamo da un 6° posto nel 2024 e questo 2° posto non era affatto scontato - racconta Rota. - Il mio compito è stato seguire i ragazzi nel pre-gara, fare la ricognizione dei percorsi e aiutarli a mantenere la calma e la concentrazione. Ho dato consigli su come affrontare le gare, sfruttando la mia esperienza decennale in questo sport”.
Per Donatello Rota si è trattato della sua 2^ esperienza con la Nazionale Azzurra Giovanile, dopo un primo ritiro nel 2024 in Puglia: “È un’occasione per crescere come allenatore. Quando lavori con ragazzi dai 16 ai 23 anni, non puoi permetterti errori. Devi essere in grado di supportarli prima come individui e poi come atleti, offrendo consigli utili senza risultare pesante. Ognuno ha il proprio carattere, ma la fiducia reciproca è la base di tutto. Spero di aver trasmesso loro che si può essere seri senza rinunciare al sorriso. Lo Skyrunning è prima di tutto passione!”.
La Nazionale Italiana ha chiuso i Mondiali Giovanili con un ricco bottino di 9 medaglie: 1 oro, 4 argenti e 4 bronzi. Le medaglie individuali sono arrivate grazie a: Martina Pozzi (1ª Vertical U23 e 3ª SkyRace U23), Christian Suini (3° SkyRace Youth B), Filippo Piumarta (2° Vertical Youth B) e Davide Gadin (3° Vertical Youth B). Come anticipato, l’Italia ha ottenuto il 2° posto con 1.492 punti, alle spalle della Spagna (2.036 punti) e davanti alla Norvegia (1.290 punti). Le classifiche complete sono disponibili sul sito web ufficiale.
La preparazione è per lo più di tipo individuale e ogni atleta, infatti, si allena con il proprio coach, come racconta Rota: “Ci sono pochi raduni, ne abbiamo fatto uno lo scorso novembre in Puglia perché i fondi sono limitati e non è semplice organizzare campi collegiali. I ragazzi restano in contatto con il CT Roberto Mattioli ed il resto dello Staff”. Allenare giovani significa migliorarsi come persona prima ancora che come tecnico. Chi sei tu, influenzerà chi diventeranno loro. Per questo devi dare il meglio, sempre” .
"Un risultato oltre le aspettative che certifica la crescita del nostro movimento giovanile sempre più protagonista sulla scena internazionale e pronto a costruire il futuro dello Skyrunning tricolore" - ha commentato il CT Roberto Mattioli attraverso un comunicato di FISKY. Nel 2026 si terrà un nuovo Campionato Mondiale Giovanile, anche se la sede non è ancora stata annunciata: “Nel frattempo ci sono molte competizioni FISKY per i giovani e anche gare assolute dove i nostri ragazzi iniziano già a farsi notare. Io proseguo con passione il mio lavoro da coach privato e team manager del team italiano Fuga Kailas” - conclude Rota.







