Si è aperta ieri, venerdì 20 marzo, ad Almenno San Bartolomeo, la rassegna “Sistemi sociali antagonisti o solidali”, promossa dal Centro Studi Valle Imagna in collaborazione con Molte Fedi, Associazione Dorainpoi, Noesis - Bergamo e BibliOsteria di Cà Berizzi. Ospite e relatore del primo incontro Luca Rota, autore e studioso del mondo montano, intervenuto alla Sala Convegni dell’Antenna Europea del Romanico - Fondazione Lemine, affianco alla Rotonda di San Tomè.
Al centro della serata, il tema del turismo in montagna: quale modello serve davvero ai territori alpini e prealpini, e quali rischi comportano invece alcune dinamiche contemporanee. L’intervento di Rota, intitolato “Montagne di turismi”, ha offerto una riflessione articolata sui flussi turistici, oggi sempre più consistenti e spesso poco gestiti, mettendone in luce opportunità, criticità ed effetti sulle comunità locali.
La rassegna - che prevede cinque appuntamenti - si propone di analizzare le trasformazioni della società contemporanea, tra conflitti globali, evoluzione delle democrazie, nuove forme di individualismo e prospettive future delle comunità. "In questo contesto, il turismo rappresenta una leva economica fondamentale per i territori montani, ma - ha sottolineato Rota - solo se integrato in modo equilibrato con le altre attività locali e se capace di rispettare non soltanto l’ambiente, ma anche gli aspetti sociali e culturali".
All’incontro erano presenti, tra gli altri, Carolina Paglia, presidente della Commissione Cultura del CAI di Bergamo, e Danilo Donadoni, presidente della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI bergamasco. Ad aprire la serata il consigliere con delega a Cultura e Turismo del Comune di Almenno San Bartolomeo, Claudia Mazzoleni, seguita dall’intervento del direttore del Centro Studi Valle Imagna, Antonio Carminati.
Classe 1971, originario di Lecco e residente a Carenno, Rota ha raccontato il proprio legame personale con la Valle Imagna e con la cultura alpina, elementi che hanno contribuito alla sua formazione e alla sua attività di divulgazione. Negli ultimi anni ha tenuto numerosi incontri pubblici dedicati al turismo, "tema che - ha osservato - viene spesso affrontato in modo superficiale o eccessivamente complesso". Uno dei punti centrali della conferenza è stata la definizione del turismo come “sistema sociale”: un insieme articolato di individui, istituzioni e dinamiche che interagiscono tra loro e con il territorio. Non solo economia, dunque, ma anche ecologia nel senso più ampio del termine, intesa come gestione della “casa comune”. Turismo ed ecologia condividono infatti la stessa radice etimologica, “eco”, che rimanda proprio al concetto di ambiente e comunità.
Particolare attenzione è stata dedicata ai dati più recenti sul turismo in provincia di Bergamo. Tra il 2020 e il 2024 si registra una crescita significativa, culminata in un nuovo record di visitatori. La maggior parte dei turisti italiani proviene dalla Lombardia, mentre tra gli stranieri spiccano Polonia, Germania e Francia. In aumento il settore extra-alberghiero - come bed & breakfast e affitti brevi - mentre si osserva una flessione delle strutture alberghiere tradizionali, soprattutto in Valle Imagna.
Un importante aumento in Valle Imagna anche riguardo la popolazione, negozi e imprese presenti sul territorio. "Come ogni luogo - spiega Rota - anche il territorio valdimagnino ha dei punti di forza e di debolezza quando si parla di turismo. Punti di forza: prossimità alle aree urbane, accessibilità e fruibilità in ogni stagione dell'anno, genuinità paesaggistica e assenza di eccessiva infrastrutturazione ludico-turistica, peculiarità culturali, dimensione ideale per una fruizione sostenibile e low cost, ampie potenzialità di sviluppo futuro. Punti di debolezza: carenza alloggi ricettivi a supporto della rete sentieristica, carenza (strutturale) di una rete di trasporto pubblico a supporto della fruizione sostenibile del territorio, promozione non (ancora) ottimale delle possibilità di turismo in ambiente, scarso coordinamento tra soggetti pubblici e privati che operano sul territorio, economia circolare locale da rafforzare".
Rota ha inoltre evidenziato come il turismo locale sia prevalentemente legato al paesaggio naturale, più che al patrimonio storico-culturale. Diversi anche i comportamenti tra italiani e stranieri: i primi prediligono gli hotel, mentre i secondi scelgono più spesso soluzioni extra-alberghiere. Ampio spazio è stato dedicato al fenomeno dell’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico, che, secondo Rota "inizia a interessare anche realtà come Bergamo. Per analizzare l’impatto del turismo sui territori, sono stati richiamati strumenti come l’indice di saturazione e la capacità di carico turistica, oltre al modello dell’indice di irritazione di Doxey, che descrive le fasi del rapporto tra residenti e visitatori: dall’euforia iniziale fino all’antagonismo".
"Il rischio è quello di passare dall’overtourism alla turismofobia, con conseguenze negative sul tessuto sociale e, nei casi più estremi, sul futuro stesso delle destinazioni" - ha continuato il relatore. In chiusura, Rota ha indicato alcune possibili strategie per contrastare questi fenomeni: sviluppare un turismo più consapevole, valorizzare l’identità dei territori e coinvolgere attivamente le comunità locali. Un percorso che passa anche attraverso iniziative come il Manifesto dell’Accoglienza Montana, progetto a cui sta lavorando insieme ad altri esperti del settore: “Le montagne non dividono, ma uniscono - ha concluso - e ogni territorio custodisce una cultura unica che va riconosciuta e valorizzata”.
Proseguendo il relatore ha poi aggiunto: "L’esperienza del luogo è il luogo stesso, in questo caso la Valle Imagna. Fare questo luogo e coltivarlo significa comprenderne e preservarne a fondo l'identità culturale, dialogare col suo Genius Loci, costruire una fruizione turistica basata sulle peculiarità locali senza importare idee nate altrove, rendersi conto che i primi promotori della valle sono i suoi abitanti, la loro storia e la quotidianità sono il miglior slogan turistico, la cura del paesaggio è la miglior immagine promozionale. Tutto ciò rende il luogo vivo e genera autentica accoglienza". La serata si è conclusa con un dibattito aperto tra i relatori e il pubblico. I materiali presentati durante l’incontro saranno disponibili sul sito del Centro Studi Valle Imagna.








