Espulsioni, rigori ed emozioni, ma Atalanta e Sassuolo si annullano: a Reggio Emilia è 1 a 1

Leandro Rinaldi 02/05/2021 0 commenti

La definizione di partita pazza. Questo è stata Sassuolo-Atalanta: l’unica cosa normale, alla fine dei 90 minuti, è il punteggio di 1 a 1, pareggio che serve poco ad entrambe. Per il resto, il match ha vissuto di episodi, dall’espulsione di Gollini a quella di Marlon, fino ai penalty calciati da Berardi e Muriel.

Gosens rientra dalla squalifica e si posiziona sulla sinistra, Malinovsky viene invece spostato largo a destra, al suo posto sulla trequarti gioca Pessina. Una scelta che mira a spezzare il lungo giro palla del Sassuolo, caratteristica fondamentale della squadra che ha il dato sul possesso medio per incontro più alto del campionato. De Zerbi schiera Obiang al fianco di Locatelli sulla mediana, in attacco manca ancora Caputo, tocca a Defrel il ruolo di prima punta.

Con due squadre che cercano il pressing alto e la giocata rapida, lo spettacolo è assicurato. I primi 22 scorrono su ritmi altissimi e, di conseguenza, tanti errori individuali. Poche emozioni almeno fino al 22’: Boga viene innescato benissimo e scappa via a Toloi, controlla e salta Gollini in uscita fuori dalla propria area, il portiere orobico ostacola lo stesso Boga e si prende il cartellino rosso. Provvedimento corretto e confermato anche dal VAR, follia di Gollini e Atalanta in 10 uomini.

Sportiello rileva Pessina, a questo punto si potrebbe pensare in un assalto dei padroni di casa, invece è l’Atalanta a trovare il vantaggio. Malinovsky si dimostra ancora decisivo servendo un gran filtrante per Gosens, il tedesco al volo batte Consigli e segna un gran gol che vale lo 0 a 1.

Resta, in ogni caso, lo svantaggio numerico per gli orobici, il Sassuolo prova a sfruttarlo aggredendo gli avversari fin dal primissimo possesso. È quanto fa Berardi al minuto 38, quando pressa Freuler e gli ruba palla al limite dell’area, si presenta davanti Sportiello ma manda a lato col mancino. L’ultimo sussulto del primo tempo è ancora della Dea, Malinovsky crossa una punizione dalla trequarti, Consigli si supera su Djimsiti, Zapata insacca sul tap-in ma il gol non è valido a causa di un fuorigioco evidente di Hateboer al momento del cross.

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La girandola di emozioni non finisce nella ripresa, anzi. Al 49’ Traorè entra in area e Toloi gli dà una spallata, Pairetto fischia un rigore quantomeno discutibile, visto che il contatto è molto leggero. Dal dischetto Berardi fa centro e 1 a 1. Il Sassuolo vede l’opportunità di andare in vantaggio, ma la Dea non molla e cerca di ripartire: a questo proposito Muriel rileva Zapata. Proprio su un contropiede Malinovsky manda Hateboer nello spazio, l’olandese arriva in area, rientra e calcia trovando una gran parata di Consigli. Lo stesso portiere è protagonista venti minuti dopo. Marlon si addormenta controllando un rilancio di Sportiello, Muriel cerca di rubargli la palla e il difensore con il numero 2 lo atterra. Rigore per l’Atalanta e secondo giallo per Marlon, pure il Sassuolo in 10. Dal dischetto Muriel fallisce l’occasione con un tiro poco angolato parato da Consigli. Il finale è concitato e confuso, entrambe le squadre cercano la rete ma con poche energie. La chance migliore è orobica, al 92’ Hateboer colpisce bene su corner, Consigli respinge, poi altra conclusione verso la porta murata dalla difesa neroverde.

Un pareggio giusto, per una partita da montagne russe, condizionata dagli episodi più che dalle singole giocate. Un punto che equivale a un passettino in avanti per l’Atalanta, a cui resta il rimpianto di non aver potuto giocare la partita così come l’aveva preparata. Ottima gara di sostanza da parte della squadra bergamasca, Freuler, Malinovsky, Zapata, Romero … hanno combattuto su ogni pallone. Più in ombra Muriel, che da subentrato non è riuscito a trovare il guizzo giusto e ha fallito il rigore. Tra le 2 litiganti, gode…l’Inter, che in virtù del pareggio orobico vince lo Scudetto.

Per gli uomini di Gasperini, il prossimo imperno sarà la trasferta di Parma, con i ducali a un passo dalla retrocessione. Vietato sbagliare, perché se l'Europa League è ormai cosa fatta, i giochi per la Champions sono tutt’altro che chiusi.

Photo Credit: Alberto Mariani

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