Harakiri Atalanta contro il Torino, Dea recuperata da 3 a 0 a 3 a 3

Leandro Rinaldi 06/02/2021 0 commenti

L’Atalanta si butta via. Al Gewiss Stadium gli orobici si fanno rimontare tre gol dal Torino, bravo a crederci e a sfruttare i clamorosi buchi concessi dalla Dea. Per i bergamaschi urge una riflessione sull’andamento della partita, per intervenire su difetti noti, come la gestione della partita, che penalizzano ancora questa squadra.

Gravi assenze per Gasperini. Sulla destra non ce la fa Mahele così come Hateboer. Tocca allora a Gosens migrare su quella fascia, dall’altra parte gioca regolarmente Ruggeri. Davanti, invece, accenno di turnover: riposo per Pessina, dentro Malinovskyi alle spalle di Muriel e Ilicic. Buone notizie nel Torino. In difesa ha recuperato Izzo, il tandem d’attacco è la rodata coppia Zaza-Belotti, in mediana esordio dal primo minuto per Rolando Mandragora.

Parte fortissimo la Dea, che in 21 minuti fa tre reti. Al quarto d’ora De Roon lancia lunghissimo per Ilicic, la sua conclusione di destro è bruttina ma tanto basta per battere Sirigu. Il raddoppio arriva 4 minuti più tardi con un’ottima azione di Muriel, il suo cross dal limite sulla sinistra trova Gosens sulla fascia opposta, la conclusione del numero 8 finisce in porta a seguito di un tocco di Sirigu che di fatto manda la palla in rete.

Per il tre a zero è protagonista ancora il colombiano. Ilicic manda Muriel in profondità, il numero 9 cerca il tiro con la punta per sorprendere il portiere granata, il quale respinge bene ma non può nulla sul tap-in dello stesso attaccante. La partita potrebbe sembrare finita già prima della mezz’ora, invece il Torino reagisce e gli orobici sbandano. Prima Murru riesce a penetrare in area e il suo pallonetto su Gollini in uscita viene murato da Gosens, poi Palomino commette un gravissimo errore trattenendo Belotti in area. Calcio di rigore, lo stesso Belotti prima vede il proprio penalty parato dal portiere avversario, poi è bravo in seconda battuta a fare 3 a 1.

L’Atalanta è clamorosamente già negli spogliatoi, il Toro no e crede nel pareggio. Corner per i granata, batti e ribatti in area, Mandragora colpisce la traversa e il palo con lo stesso tiro, Bremer è il più lesto, segna e riapre la gara. Assurda dormita e pessima gestione della gara dei bergamaschi, all’intervallo il risultato è 3 a 2 nonostante il match potesse essere in ghiaccio alla mezzora. La squadra si è disunita troppo e paga un prezzo altissimo.

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È un Torino galvanizzato quello che rientra in campo al 45’, mentre la Dea sembra aver perso la quadra della partita. I granata cercano il gol del pareggio con Zaza, ma il suo tiro di mancino dopo un gran controllo in area viene murato da Toloi. Gasperini inserisce Miranchuk e Zapata per smuovere qualcosa là davanti.  Nel giro di un quarto d’ora, dal 62’ al 77’, le occasioni piovono da entrambi i lati. Miranchuk manda in profondità Zapata, il colombiano spara alto da ottima posizione. Due minuti dopo Singo riceve al limite e coll’esterno destro scheggia la traversa. Miranchuk invece penetra in area, finta di corpo e coglie il palo col mancino, pareggiando il computo dei legni. Il pareggio, quello vero, arriva a 6 dal 90’. Verdi batte una punizione in mezzo, Bonazzoli con la testa firma il 3 a 3 che sarà anche il risultato finale, solo un brivido finale su un calcio di punizione granata.

Assurda prestazione bergamasca. Partita giocata sul velluto per venti minuti, poi il blackout. È impensabile che una squadra sprofondi appena alza il piede dal gas. Oggi sono bastati 3 minuti per prendere due goal da un Torino che fino a quel momento non aveva dato l’impressione di poter rientrare in partita. Una rimonta che fa male, in termini di partita ma soprattutto di prestazione. un vantaggio di tre reti deve essere amministrato meglio, ma questo è un limite dei bergamaschi, basti pensare al match contro il Bologna. Addomesticare il risultato, ecco il punto debole di una squadra che deve sempre andare a mille, pena lo sfaldarsi in campo.

Buona partita, in generale, di Muriel e Gosens, quest’ultimo il migliore per impegno, abnegazione e capacità di farsi trovare pronto al momento giusto. L’impegno di mercoledì con il Napoli richiederà ben altro atteggiamento. Contro i partenopei ci si gioca la finale, ma per lo meno si partirà dallo 0 a 0 dello stadio Maradona e non occorrerà gestire il risultato.

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