A un anno dal tragico femminicidio di Pamela Genini — uccisa il 14 ottobre 2025 a Milano con settantasei coltellate dall'ex compagno Gianluca Soncin — la comunità di Strozza ieri, mercoledì 14 ottobre, si è fermata per un momento di profondo raccoglimento.
La commemorazione si è aperta nella chiesa parrocchiale con una Santa Messa. Durante l'omelia, il parroco don Luigi Carminati ha guidato i fedeli invitandoli al raccoglimento: «Oggi è il momento di fare silenzio e non di pronunciare parole. Dobbiamo custodire nel cuore questo sguardo rivolto verso l'alto».
Il sacerdote si è poi rivolto alla comunità per offrire un messaggio di conforto: «È doloroso e umano piangere per questa grave perdita, ma la speranza non deve abbandonarci. Pamela è ora al sicuro tra le braccia del Signore, lo stesso che l'aveva accolta il giorno del suo battesimo».
La cerimonia è poi proseguita all'aperto, nel parco vicino al sagrato, accanto alla panchina rossa e ai ciclamini posati in memoria della giovane. Momenti di profonda commozione si sono vissuti quando la madre, Una Smirnova, ha voluto ricordare la figlia: «Era una ragazza bella, brava e buona», ha detto poco prima del volo in cielo di palloncini bianchi e rosa. Presente alla commemorazione anche Gualtiero Nicolini, responsabile dell'associazione Scarpetta Rossa, che ha l'obbiettivo di aiutare concretamente le donne che subiscono violenze e maltrattamenti.
«Una ragazza bellissima dentro e fuori, con un cuore grandissimo, che aiutava il prossimo e teneva alla famiglia. Purtroppo, da un anno non c'è più. Mi rimprovero di non essere riuscita ad arrivare a capire e di non essere neanche riuscita ad abbracciarla l'ultimo giorno. Non riesco a elaborare questo dolore». Queste le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di “Dentro la notizia” - condotto da Gianluigi Nuzzi su Canale 5 – da Una Smirnova, madre di Pamela Genini.
Sulla profanazione della tomba della figlia, Una dice: «Non abbiamo ancora i suoi resti, dopo un anno è come se fosse successo ieri per noi. È lo stesso dolore che aumenta giorno dopo giorno».
Alla domanda se ci fossero persone che stalkerizzavano Pamela, la madre risponde: «Due persone: Soncin e quella che si presentava sotto casa sua a Milano incappucciata, che è quella che ha graffiato la macchina e rovinato i freni. Altre persone non c'erano. Gli inquirenti hanno escluso qualsiasi interesse economico, perché questa profanazione è stata fatta sperando che nessuno lo scoprisse. Gli unici motivi possono essere l’ossessione e la vendetta».







