Una legge per portare i lavoratori digitali nei piccoli Comuni: la proposta di Alberto Mazzoleni

Una proposta di legge che strizza l'occhio ai nomadi digitali e non solo.
9 Luglio 2026

Una proposta di legge che strizza l'occhio ai nomadi digitali e non solo. Il cuore del PDL n. 196 “Territorio, Comunità e Lavoro” non è soltanto il digitale. È la comunità. La proposta di legge depositata in Consiglio regionale dal consigliere Alberto Mazzoleni punta, infatti, a rafforzare l’attrattività dei piccoli Comuni lombardi coinvolgendo Comuni, associazioni, volontariato, Terzo Settore, imprese locali e partenariati territoriali.

Sono oltre mille i piccoli Comuni lombardi con meno di 5.000 abitanti: quasi il 70% del totale regionale. In provincia di Bergamo sono 168. Numeri che raccontano una parte fondamentale della Lombardia: valli, pianura, colline, laghi, territori rurali e comunità locali che custodiscono identità, volontariato, imprese e qualità della vita.

Nei piccoli Comuni una Pro Loco, un’associazione culturale, un gruppo sportivo, una cooperativa, una parrocchia, un ente del Terzo Settore o una rete di volontari non sono elementi accessori. Sono spesso la prima infrastruttura sociale del territorio. Per questo il PDL n. 196 prevede che la costruzione dei progetti non sia solo comunale, ma possa avvenire anche attraverso collaborazioni e partenariati con le realtà iscritte al RUNTS e con i soggetti radicati nella vita locale.

“Territorio, Comunità e Lavoro significa questo: partire dai luoghi, riconoscere le persone che li tengono vivi e costruire nuove opportunità di lavoro e partecipazione. Senza comunità non esiste attrattività vera" afferma Mazzoleni. La proposta supera l’idea del piccolo Comune come territorio da aiutare passivamente. Il punto non è “portare qualcuno da fuori” in modo episodico, ma costruire relazioni tra chi arriva e chi vive già il territorio. Per questo il Patto di Cittadinanza Temporanea è uno degli strumenti più significativi: chi sceglie un Comune per lavorare da remoto, svolgere attività creative, di ricerca o professionali deve poter conoscere la comunità, partecipare ad attività locali, contribuire con competenze e diventare, anche temporaneamente, una risorsa.

Cosa possono fare associazioni e Terzo Settore: collaborare con i Comuni nella progettazione; organizzare attività di accoglienza, tutoraggio e integrazione; promuovere eventi culturali, formativi, sportivi e sociali; valorizzare patrimonio, tradizioni, produzioni locali e memoria dei luoghi; attivare servizi leggeri per nuovi residenti temporanei e lavoratori da remoto; costruire reti di comunità tra Comuni vicini.

“I piccoli Comuni non hanno bisogno solo di fondi. Hanno bisogno di strumenti, fiducia, capacità progettuale e alleanze. La Regione può creare un quadro, ma poi la differenza la faranno i sindaci, le associazioni, le imprese locali e il volontariato. È lì che nasce la forza vera di un territorio”, sottolinea Mazzoleni.

L’iter del PDL inizierà in autunno in II Commissione. L’obiettivo dichiarato è aprire una fase di confronto con i territori, anche attraverso audizioni, per ascoltare amministratori locali, Comunità Montane, realtà associative, GAL, università e operatori economici. “Questa legge deve crescere con il contributo di chi ogni giorno tiene vive le comunità”, conclude Mazzoleni.

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