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Un'ottava torre per l'ospedale Papa Giovanni di Bergamo: il progetto da 56 milioni

L'esigenza di un'ottava torre iniziava a farsi sentire dopo il progressivo incremento dell'utenza nell'area Oncoematologia. Il progetto verrà ora presentato nuovamente in Regione: si cerca il finanziamento dal ''Recovery Fund''.
9 Aprile 2021

Da tempo si pensava ad una ottava torre per l'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo: gli spazi ci sono, la necessità anche. Ed ora quella che era soltanto un'idea prenderà concretamente vita, grazie ad un progetto che potrebbe prendere parte alle risorse elargite dal Recovery Fund.

Un intervento dal valore stimato di 56 milioni di euro, presentato a settembre dall'Asst Papa Giovanni a Regione Lombardia per ottenere l'accesso ai fondi ministeriali.

A gennaio il piano del governo ha poi indicato l'uso delle risorse privilegiando le strutture territoriali (piuttosto che per l'edilizia ospedaliera) e la messa in sicurezza e a norma di quelle sanitarie già esistenti. Perciò il progetto verrà ora nuovamente presentato alla Regione per una valutazione sia alla luce di fondi nazionali riguardo l'edilizia sanitaria, sia per ottenere eventuali risorse del Recovery Fund.

Sono passati nove anni dall'inaugurazione dell'ospedale e fra spazi per la diagnostica, sale operatorie, ambulatori e sette torri a più piani, l'esigenza di un'ottava iniziava a farsi sentire già da prima del Covid. Da tempo, infatti, si è registrato un progressivo incremento dell'utenza (anche fuori provincia) nell'area dell'Oncoematologia, soprattutto a livello ambulatoriale per la gestione di visite ed esami e per quelle attività che non necessitano di ricoveri in più giorni come – ad esempio – day hospital correlati alle cure del settore.

Anche la pandemia, ovviamente, ci ha messo del suo: il distanziamento obbligatorio e l'allestimento di percorsi e reparti distinti hanno permesso di dare uno sguardo più ampio all'intera situazione in prospettiva del futuro, nell'ottica di mettere a punto spazi sicuri, protetti e delimitati per quei pazienti particolarmente fragili e vulnerabili ed i loro accompagnatori.

(Fonte: L'Eco di Bergamo)

Photo Credit Mikko GambaIT via Wikimedia

Licenza Creative Commons CC BY-SA 4.0

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