Anche le valli Brembana e Seriana chiedono la zona gialla: la lettera di Lobati e Calegari

Eleonora Busi 28/01/2021 0 commenti

Dopo il tentativo – poi bocciato dal Ministero – del sindaco di Bergamo Giorgio Gori e dal Presidente della Provincia, Gianfranco Gafforelli, anche la Valle Brembana e la Valle Seriana scendono in prima linea per richiedere una zona gialla provinciale o sub-provinciale nella Bergamasca. La lettera, firmata dai presidenti Giampietro Calegari e Jonathan Lobati delle rispettive Comunità Montane Valle Seriana e Valle Brembana è diretta al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al prefetto di Bergamo Enrico Ricci e al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Gli Amministratori del territorio della Valle Seriana e Valle Brembana intendono porre alla Vostra attenzione la grave tensione economica e di conseguenza sociale che si sta manifestando nella nostre realtà locali – si legge nella missiva – Dopo aver vissuto il critico momento della primavera 2020, che ha investito le nostre valli e il territorio bergamasco, da ormai diversi mesi la Valle Seriana e la Valle Brembana presentano bassissime percentuali di contagio, ridotte addirittura allo zero in diverse realtà”.

I due presidenti, poi, fanno il punto sulle difficoltà causate dalla mancanza del turismo invernale. “La stagione invernale nelle nostre valli è strettamente legata all’apertura degli impianti sciistici, ma le ricadute sono molto più articolate e complesse e coinvolgono tutti i diversi operatori del territorio che di questa attività beneficiano grazie all’indotto generato. La chiusura degli impianti in occasione delle festività natalizie e per tutto il mese di gennaio ha rappresentato un durissimo affondo all’economia già provata delle valli, così fortemente colpite dalla crisi dei mesi scorsi”.

Gli enti territoriali e locali, gli impiantisti e gli operatori economici – sottolineano poi i due presidenti – hanno ben chiara l’importanza di un’accoglienza nel pieno rispetto del distanziamento sociale, delle precauzioni anti-Covid e delle norme esistenti. Gli ampi spazi che la montagna garantisce permettono a nostro avviso di diventare territorio di riferimento per praticare attività all’aria aperta in piena sicurezza, consentendo svago e benessere individuale ai visitatori e ai turisti che nelle nostre vallate possono godere di un patrimonio naturale capace di consentire il distanziamento sociale e il benessere psicofisico”.

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La richiesta è dunque quella di “direttive chiare da far rispettare in modo puntuale e preciso”. “In questa direzione ha infatti già lavorato la Conferenza Stato-Regioni proponendo al Governo lince guida condivisibili per l’utilizzo di impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici. La continua emanazione di controverse e temporanee normative sta fortemente mettendo alla prova la tenuta sia psicologica sia economica della nostra popolazione, alla quale abbiamo il dovere di dare voce”.

Sia in Valle Brembana che in Valle Seriana gli amministratori del territorio “si stanno adoperando per garantire il rispetto delle norme e la collaborazione tra operatori privati ed enti locali”, ma – specificano Calegari e Lobati – ora più che mai è necessario procedere in tempi brevi, in modo congiunto e coordinato “per permettere agli operatori locali di poter godere degli ultimi battiti di una stagione invernale, contraddistinta da difficoltà e sacrifici e ormai in gran parte compromessa”.

Le condizioni ci sarebbero tutte. “I professionisti del settore si sono già attivati per garantire accessi contingentati alle piste e limitare le occasioni di assembramento, anche in collaborazione con Promoserio, e altre associazioni di promozione turistica territoriale e le Comunità Montane stesse. La situazione sanitaria della nostre Valli è al momento sotto controllo e gli operatori sono pronti a fare del proprio meglio per garantire la fruizione dei servizi in totale sicurezza. Ci aspettiamo quindi che anche chi verrà a trovarci e potrà godere l’accoglienza delle magnifiche valli sarà rispettoso degli sforzi fatti dal territorio e accederà i servizi con la necessaria prudenza”.

In chiusura, i due presidenti, avanzano le proprie richieste: il riconoscimento di una zona gialla in ambito provinciale o sub-provinciale, l'apertura di ristoranti e negozi in genere (nel rispetto di ogni normativa), chiarezza nella possibilità di raggiungere le località turistiche montane per usufruire delle attività – dallo sci di fondo all'escursionismo in genere –, all'aria aperta, all'insegna della sicurezza e nel rispetto di ogni prescrizione vigente. Infine, Calegari e Lobati chiedono che venga stabilita con una certezza (sia nella tempistica che nella modalità) la riapertura dei comprensori sciistici, arteria principale del turismo montano di entrambe le valli.

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(Fonte: PrimaBergamo)

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