''Con il Covid, chiamate in aumento'': da Regione 760mila euro a sostegno dei Centri Antiviolenza

Eleonora Busi 05/07/2021 0 commenti

La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’Assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, ha approvato una delibera che mette a disposizione 760.753 euro a sostegno dei Centri antiviolenza contro le donne, delle Case rifugio e di accoglienza e delle Reti territoriali interistituzionali antiviolenza, per l’attuazione di interventi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

"Con questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Alessandra Locatellidiamo un sostegno concreto alle strutture che hanno assicurato l’accessibilità ai servizi specializzati offerti dal sistema regionale di prevenzione e contrasto alla violenza durante l’emergenza sanitaria, ampliando l’offerta dei servizi dedicati alle donne vittime di violenza, con particolare attenzione anche alle esigenze dei loro figli”.

Tra le conseguenze della convivenza forzata, dovuta alle restrizioni messe in atto per il contenimento del contagio – ha sottolineato l'assessore – vi è stata l’insorgenza di comportamenti violenti. O l’aggravarsi di situazioni che già precedentemente mostravano segnali di rischio. Nel 2020, infatti, le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019”.

“Per fronteggiare questa emergenza – ha aggiunto Alessandra Locatelli – i Centri antiviolenza e le Case rifugio hanno dovuto adottare nuove modalità di intervento. In grado di assicurare un’adeguata capacità di risposta alle richieste di aiuto, di assistenza e di protezione”.


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Lo stanziamento è volto a offrire un rimborso pari al 70% e fino a un massimo di 4.500 euro. E va a copertura delle spese sostenute dagli enti gestori per ciascuna struttura gestita. “Promuovendo – ha concluso l’assessore Locatelli – anche la messa a sistema di nuove soluzioni utilmente sperimentate durante il periodo emergenziale. E volte a migliorare la capacità organizzativo-gestionale del sistema di prevenzione e protezione anche nel caso di eventuali future emergenze”.

In Valle Brembana è presente il Centro Antiviolenza Penelope, aperto nel 2018, con due sportelli inaugurati successivamente in Valle Imagna - ad Almenno San Bartolomeo e  a Sant'Omobono. Purtroppo sia la Valle Brembana che la Valle Imagna, per quanto piccoli rispetto ad un contesto cittadino, non sono immuni a situazioni di violenza. I dati parlano chiaro: le donne prese in carico dal Centro Antiviolenza Penelope nel solo 2020 – anno in cui a causa appunto del lockdown numerose vittime si sono trovate costrette in casa con il partner maltrattante, subendo violenze senza possibilità di rifugiarsi altrove – sono state 30, 16 in Valle Brembana e 14 nell'Ambito Valle Imagna-Villa d'Almè.

Preoccupanti anche i primi dati che emergono dal 2021: sono 10 in totale le donne prese in carico, 4 in Valle Brembana. A partire dallo scorso giugno il Centro ha attivato la "Casa del Fenicottero", la prima casa-rifugio di secondo livello della Valle Brembana, nella frazione di Santa Croce a San Pellegrino Terme, con l'obiettivo di garantire alle donne che ne hanno bisogno un luogo dove cominciare un percorso di accompagnamento dopo l'allontanamento da situazioni di emergenza, con la possibilità di ricostruire la propria vita in autonomia sia sociale che economica.



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La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’Assessorato alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, ha approvato una delibera che mette a disposizione 760.753 euro a sostegno dei Centri antiviolenza contro le donne, delle Case rifugio e di accoglienza e delle Reti territoriali interistituzionali antiviolenza, per l’attuazione di interventi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Covid-19.

"Con questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Alessandra Locatellidiamo un sostegno concreto alle strutture che hanno assicurato l’accessibilità ai servizi specializzati offerti dal sistema regionale di prevenzione e contrasto alla violenza durante l’emergenza sanitaria, ampliando l’offerta dei servizi dedicati alle donne vittime di violenza, con particolare attenzione anche alle esigenze dei loro figli”.

Tra le conseguenze della convivenza forzata, dovuta alle restrizioni messe in atto per il contenimento del contagio – ha sottolineato l'assessore – vi è stata l’insorgenza di comportamenti violenti. O l’aggravarsi di situazioni che già precedentemente mostravano segnali di rischio. Nel 2020, infatti, le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019”.

“Per fronteggiare questa emergenza – ha aggiunto Alessandra Locatelli – i Centri antiviolenza e le Case rifugio hanno dovuto adottare nuove modalità di intervento. In grado di assicurare un’adeguata capacità di risposta alle richieste di aiuto, di assistenza e di protezione”.


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In Valle Brembana è presente il Centro Antiviolenza Penelope, aperto nel 2018, con due sportelli inaugurati successivamente in Valle Imagna - ad Almenno San Bartolomeo e  a Sant'Omobono. Purtroppo sia la Valle Brembana che la Valle Imagna, per quanto piccoli rispetto ad un contesto cittadino, non sono immuni a situazioni di violenza. I dati parlano chiaro: le donne prese in carico dal Centro Antiviolenza Penelope nel solo 2020 – anno in cui a causa appunto del lockdown numerose vittime si sono trovate costrette in casa con il partner maltrattante, subendo violenze senza possibilità di rifugiarsi altrove – sono state 30, 16 in Valle Brembana e 14 nell'Ambito Valle Imagna-Villa d'Almè.

Preoccupanti anche i primi dati che emergono dal 2021: sono 10 in totale le donne prese in carico, 4 in Valle Brembana. A partire dallo scorso giugno il Centro ha attivato la "Casa del Fenicottero", la prima casa-rifugio di secondo livello della Valle Brembana, nella frazione di Santa Croce a San Pellegrino Terme, con l'obiettivo di garantire alle donne che ne hanno bisogno un luogo dove cominciare un percorso di accompagnamento dopo l'allontanamento da situazioni di emergenza, con la possibilità di ricostruire la propria vita in autonomia sia sociale che economica.



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